BORGOFORTE (BORGO VIRGILIO) – Una mattinata di rilievi tecnici decisivi per fare luce sulla tragedia che ha scosso l’intero paese. Si è svolto oggi in via Argine Po un sopralluogo congiunto tra il NIA (Nucleo Investigativo Antincendi) dei Vigili del Fuoco, il perito incaricato dal Tribunale e i Carabinieri della stazione di Bagnolo San Vito.
L’obiettivo dell’ispezione è compiere accertamenti irripetibili sull’impianto di riscaldamento dell’abitazione, con particolare attenzione alla stufa a pellet e alla canna fumaria. Gli inquirenti cercano risposte definitive sul malfunzionamento che ha portato alla morte del 39enne René Marcazzan.
La tragedia del 20 gennaio scorso
Il sopralluogo odierno serve a ricostruire con precisione quanto accaduto la mattina del 20 gennaio 2026. Quel giorno, René Marcazzan fu trovato privo di vita nella sua camera da letto, situata al piano superiore della casa di famiglia. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo sarebbe stato ucciso da un’intossicazione da monossido di carbonio sprigionatosi da una stufa a pellet situata ai piani inferiori.
Il gas killer, inodore e invisibile, si sarebbe infiltrato nella stanza del 39enne proprio attraverso la canna fumaria che attraversa il piano superiore. A lanciare l’allarme furono i familiari che, non vedendolo scendere, andarono a cercarlo: la sorella lo trovò ormai senza sensi a letto e accusò lei stessa un malore, rendendo necessario il ricovero all’ospedale Poma insieme ai genitori. La casa, posta immediatamente sotto sequestro dai Carabinieri, resta ora al centro delle perizie per accertare eventuali responsabilità tecniche o negligenze.

















