SAN MARTINO DALL’ARGINE – Quando nel 1939 iniziava la straordinaria avventura della Cleca, alcuni di loro erano bambini, altri sarebbero nati di lì a pochi mesi o pochi anni. Di certo tutti sono cresciuti sapendo bene cos’era il budino San Martino: lo hanno visto preparare nelle cucine di famiglia, lo hanno sentito nominare negli spot in bianco e nero del Carosello e, diventati genitori, avranno messo a nanna i figli proprio dopo quelle celebri scenette televisive. E quante volte le signore avranno preparato torte e dolci utilizzando i prodotti dell’azienda mantovana?
Forse è anche per questo che la visita alla Cleca di San Martino dall’Argine, nei giorni scorsi, è stata per gli ospiti della Rsa Villa Aurelia un tuffo emozionante nel passato: un ritorno ai sapori, alle immagini e ai ricordi che hanno accompagnato intere generazioni. Ad accompagnarli in questa esperienza c’erano gli animatori Marco Leorati e Pamela Cremonesi, la psicologa Giulia Cenzato, la caposala Mariangela Malavasi, il fisioterapista Enrico Bernardelli, le operatrici sanitarie Margherita Testa e Patrizia Bertolai e la volontaria Teresa Federici.
Il nuovo museo aziendale racconta una storia che parte da lontano fatta di lavoro, intuizioni e memoria, e che prende forma attraverso fotografie d’epoca, confezioni storiche, i primi macchinari e naturalmente i prodotti come quello per preparare il mitico budino San Martino.
È un percorso che fa rivivere dal 1939, quando in una piccola bottega Clearco Cantoni preparava le prime miscele destinate a diventare un simbolo della cucina italiana.
E per gli anziani della Rsa, ammirare quelle vetrine e quelle foto è stato come sfogliare l’album della propria vita: ogni oggetto era una scintilla di memoria.
La visita è poi proseguita negli spazi produttivi, dove una collaboratrice dell’azienda ha spiegato come oggi nascono budini, lieviti e altri preparati, illustrando i processi, i macchinari e l’organizzazione dei magazzini. Un racconto che ha mostrato come la Cleca sia cambiata restando fedele alla propria storia.
A rendere la giornata ancora più speciale è stato il momento conclusivo: una merenda condivisa con il budino San Martino. Un gusto semplice e familiare, capace di riportare tutti a un tempo in cui la cucina profumava di attese e di festa. Per loro, più che una visita, è stato un viaggio nel tempo, tra ricordi che scaldano il cuore e sapori che non si dimenticano. Un viaggio che profuma di casa.















