MILANO – Il consigliere regionale Marco Carra (PD) interviene con toni duri sull’emergenza caldo che sta colpendo la Lombardia e, in particolare, il territorio mantovano. «Il caldo estremo si vede, si sente e purtroppo miete vittime – afferma Carra –. A Mantova, solo nel mese di luglio, tre lavoratori agricoli hanno perso la vita. Eppure, per la destra, sembra ancora tutto normale».
Carra critica la decisione della giunta regionale di convocare un tavolo operativo sull’emergenza caldo solo a settembre, quando la situazione era già evidente dalla primavera. «Se non fosse un problema drammatico, sarebbe una barzelletta. La giunta lombarda ha negato per anni il cambiamento climatico e oggi rischia di essere completamente fuori dalla realtà».
Il consigliere ringrazia le sigle sindacali Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, che da tempo sollecitano la Regione e chiedono la convocazione della sezione territoriale per il lavoro agricolo di qualità, prevista dalla Legge 199 ma ancora ferma.
Carra chiede che il tavolo non resti un annuncio: «Troppo spesso in Lombardia i tavoli vengono proclamati e mai convocati. Serve programmazione, non inseguire le emergenze. Bisogna tutelare lavoratori e lavoratrici nei settori più esposti, investire risorse e arrivare preparati alla prossima estate».
Secondo Carra, le risorse vanno stanziate immediatamente, anche per dotare i lavoratori di strumenti adeguati: «L’ente bilaterale ha già fornito cappellini e giubbini refrigeranti, orologi che rilevano la temperatura corporea, ma parliamo di circa mille lavoratori. Solo nella provincia di Mantova ci sono 8-9 mila braccianti esposti al caldo estremo. Non si possono adottare misure uguali per tutta la regione: Mantova è tra i territori più vulnerabili».
La richiesta è chiara: «La giunta regionale deve affrontare questa criticità con professionalità e tempismo, non come ha fatto quest’anno. Non possiamo trovarci impreparati nel 2027».

















