Caldo estremo e Po in magra, i pesci boccheggiano per mancanza d’ossigeno

MANTOVA – L’ondata di caldo estremo di queste settimane sta trasformando la stagione estiva in una vera e propria emergenza ecologica per il fiume Po. Lungo il corso del Grande Fiume, da diversi giorni, è sempre più frequente osservare interi banchi di pesci che risalgono in superficie per boccheggiare: un chiaro e preoccupante segnale d’allarme che minaccia la biodiversità locale.
Alla base di questo fenomeno, come riferiscono gli esperti, c’è l’ipossia, ovvero una persistente carenza di ossigeno disciolto nell’acqua. Le temperature torride riducono drasticamente la capacità dell’acqua di trattenere l’ossigeno, spingendo la fauna ittica negli strati più superficiali alla ricerca di aria. A complicare il quadro interviene la grave magra del fiume: la drastica riduzione della portata d’acqua diminuisce l’effetto di diluizione, aumentando la concentrazione di sostanze organiche e inquinanti già presenti nel bacino.
Si tratta di un fenomeno estremo che, se prolungato nel tempo, rischia di trasformarsi in una vera e propria moria di pesci, mettendo a dura prova l’intero ecosistema del Po, con conseguenze molto negative. Soltanto il tempestivo arrivo delle piogge e un calo delle temperature potranno ripristinare i livelli minimi di ossigenazione e salvare le specie ittiche del Po.