MOGLIA – In occasione dell’80° della Repubblica e del voto alle donne, il Comitato per la Memoria del Maestro Alfeo Martini e l’Anpi di Pegognaga hanno promosso questa mattina la Camminata della Liberazione, un momento partecipato dedicato ai valori di libertà, democrazia e responsabilità civica. Da piazza Marconi il corteo ha raggiunto il cimitero di Moglia, dove si è svolto un momento di raccoglimento in memoria del Maestro Alfeo Martini e di Maria Zuccati, figure simbolo dell’impegno antifascista locale.
Nel ricordo è stata richiamata la svolta storica del 2 giugno 1946, quando gli italiani furono chiamati a scegliere tra Monarchia e Repubblica ed elessero i membri dell’Assemblea Costituente. Tra i 556 eletti comparvero, per la prima volta, 21 donne, molte delle quali provenienti dalla Resistenza. Con sensibilità e appartenenze politiche diverse, seppero spesso unirsi su temi fondamentali come l’emancipazione femminile, lasciando un segno profondo nella nascita della democrazia repubblicana.
Durante la cerimonia, alcuni membri dell’Anpi hanno ricordato Maria Zuccati e Alfeo Martini attraverso libri e documenti, leggendo i nomi delle “Madri Costituenti”: “Oggi qui davanti a Maria Zuccati che tanto ha lottato, tanto ha resistito e tanto ha fatto nella sua lunga vita per i diritti di tutte noi, vogliamo ricordare i 21 nomi delle nostre Madri Costituenti: Adele Bei Ciufoli, Nadia Gallico Spano, Nilde Iotti, Teresa Mattei, Angiola Minella Molinari, Rita Montagnana Togliatti, Teresa Noce Longo, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi, Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Maria De Unterrichter Jervolino, Maria Federici, Filomena Delli Castelli, Angela Gotelli, Angela Maria Guidi Cingolani, Maria Nicotra Fiorini, Vittoria Titomanlio, Bianca Bianchi, Ottavia Penna Buscemi, Angelina (Lina) Merlin”.
È stato poi letto un passaggio dal volume di Luigi Gualtieri “Alfeo Martini antifascista. Ricerca della libertà e coscienza della democrazia”, che ricorda l’uccisione del maestro il 30 settembre 1944 e il suo testamento spirituale, scritto pochi mesi prima: “È il mio carattere, forse inasprito dalle sofferenze, ma leale sempre e capace di apprezzare i cuori buoni e generosi come il tuo… Non bisogna mai credere di essere gli unici depositari del vero perché ciò porta a sistemi politici che noi combattiamo… Ora non bisogna mai dimenticare, bisogna collaborare insieme a tutti i partiti antifascisti nella comune lotta contro i fascisti e i tedeschi”.
Nelle conclusioni del libro, Gualtieri sottolinea come la lotta di Martini fosse radicata in una visione democratica fondata su dignità, giustizia sociale, tolleranza e libertà di pensiero: “Combattere per la libertà propria e degli altri non è la stessa cosa del combattere per mantenere i privilegi di una casta… Nessuna società è democratica se non mette in pratica l’amore per l’altro, la tolleranza, il libero pensiero, la possibilità di scegliere… È il mondo della Costituzione, della Repubblica, delle diversità partitiche e della democrazia; un mondo ancora in evoluzione, che parte dal sangue, quello dei vincitori”.
La mattinata si è così trasformata in un momento di memoria condivisa, capace di collegare la storia locale ai principi fondativi della Repubblica, ricordando il sacrificio di chi ha reso possibile la libertà di oggi.























