MANTOVA – Mercoledì 17 dicembre le cartiere si fermeranno per quattro ore anche nel Mantovano. I lavoratori del settore hanno infatti proclamato uno sciopero per chiedere il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro, scaduto da oltre un anno, e ancora al centro di una trattativa che non ha portato a risultati concreti. In provincia di Mantova sono potenzialmente interessati oltre 700 lavoratrici e lavoratori al rinnovo di questo contratto.
La mobilitazione è stata indetta da Slc Cgil, Uilcom Uil e Ugl Chimici Carta e Stampa, che denunciano distanze ancora significative con le imprese, in particolare sul fronte economico. I sindacati ribadiscono di non voler accettare un accordo al ribasso e chiedono aumenti salariali in grado di recuperare il forte impatto dell’inflazione registrata nel biennio 2022-2023, oltre a un riconoscimento adeguato del valore e delle competenze delle maestranze.
Nelle cartiere, spiegano le organizzazioni sindacali, il lavoro si svolge quasi ovunque a ciclo continuo, con turni anche notturni, mansioni usuranti e livelli di rischio elevati. Da qui la richiesta di un pieno riconoscimento delle maggiorazioni legate all’organizzazione del lavoro e alle condizioni in cui operano quotidianamente lavoratrici e lavoratori del settore.
“Ribadiamo la necessità – afferma Alessandra Grossi della Slc Cgil Area Sud Lombardia Pavia/Lodi/Cremona/Mantova – di rinnovare rapidamente il Ccnl scaduto ormai da 10 mesi e siamo fortemente determinati a portare a casa un buon contratto, un rinnovo contrattuale dignitoso che sappia dare le giuste risposte sia in termini economici che normativi ai lavoratori e lavoratrici di questo settore”.
L’assenza di risposte alle rivendicazioni presentate nei mesi scorsi ha reso, secondo i sindacati, inevitabile il ricorso allo sciopero. Le sigle richiamano inoltre il protocollo sottoscritto con le imprese all’avvio del confronto e rivolgono un appello al governo affinché intervenga con politiche industriali a sostegno della filiera della carta e degli imballaggi, in particolare sul fronte dei costi energetici, come avviene in altri Paesi europei.
Lo sciopero di quattro ore si svolgerà a fine turno o con modalità definite a livello locale e sarà accompagnato da presidi e altre iniziative di mobilitazione sui territori.












