ROMA – Controlli severi sui prodotti extra-UE per garantire una parità competitiva reale e una strategia concreta per tutelare l’ossatura produttiva del Paese. È questa la ricetta lanciata da Cna Federmoda, che ha messo a disposizione di politica e istituzioni un piano strategico mirato a rafforzare sostenibilità, competitività e coesione nel settore tessile italiano.
I numeri del settore: un’emorragia di imprese
Il comparto rappresenta uno dei pilastri dell’economia nazionale, contando oltre 83mila imprese, 456mila addetti, un valore aggiunto di 27,6 miliardi di euro e 60,8 miliardi di esportazioni. Il tessuto è composto per il 96% da micro e piccole realtà, per la stragrande maggioranza artigiane.
Tuttavia, il quadro storico evidenzia una profonda sofferenza: tra il 2009 e il 2025 il settore ha perso oltre 30mila imprese (in prevalenza artigiane), registrando una contrazione del 26,5%.
I tre pilastri del Piano strategico
La roadmap proposta da Cna Federmoda per arrestare questa crisi si fonda su tre assi portanti:
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Valore economico: Riconoscimento del giusto prezzo per le lavorazioni e contratti più equilibrati lungo la catena produttiva.
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Valore sociale: Tutela dei posti di lavoro e politiche dedicate a rendere i mestieri della moda di nuovo attrattivi per le nuove generazioni.
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Valore ambientale: Trasformazione dei processi sostenibili in un reale fattore di competitività di mercato.
Tra le proposte operative figurano la nascita di comitati distrettuali di filiera, l’istituzione di un Osservatorio sul costo delle commesse, l’Academy Cna Federmoda, una certificazione unica e la stesura di una Carta della filiera equa, basata sul principio della responsabilità condivisa tra committenti e produttori.
Regole eque per l’Ue e supporto all’artigianato
Pur sostenendo gli obiettivi comunitari in tema di ecodesign, economia circolare e Passaporto Digitale del Prodotto (Digital Product Passport), l’associazione chiede che le norme europee siano proporzionate alle dimensioni delle micro e piccole imprese. È indispensabile introdurre controlli efficaci sulle merci in entrata da paesi extra-UE, evitando che i nuovi vincoli burocratici finiscano per penalizzare chi già rispetta le regole.
Infine, Cna Federmoda sollecita un piano di agevolazioni per consentire alle piccole botteghe artigiane di accedere ai fondi europei e nazionali dedicati alla transizione verde, mediante incentivi fiscali, assistenza tecnica sul campo e sportelli unici d’ascolto

















