Confesercenti: sparite 750 attività in 6 anni. In città chiuso un negozio su cinque

MANTOVA – In sei anni il Mantovano ha perso 750 attività commerciali al dettaglio. È il dato che emerge dall’analisi realizzata dall’Ufficio Confesercenti sul periodo compreso tra il 2019 e il 2025, che fotografa una progressiva contrazione del commercio di vicinato. In provincia i negozi sono passati da 4.031 a 3.281, con una riduzione del 18,6%. A questo si aggiunge la perdita di 1.186 addetti, pari all’11,4%, mentre gli autonomi sono diminuiti del 24,4%, con 1.144 persone in meno.

Una situazione ancora più marcata riguarda Mantova città. Nel capoluogo le attività al dettaglio sono scese da 688 a 533, con 155 negozi in meno e una flessione del 22,5%. Secondo la stima di Confesercenti, la riduzione delle attività corrisponde a una perdita di 23,25 milioni di euro di valore economico e di 405 posti di lavoro, il 22% in meno rispetto al 2019. A essere maggiormente colpita è anche in questo caso la componente autonoma, diminuita del 28,7%, mentre i dipendenti sono calati del 17,9%.

Il confronto con altre province lombarde di dimensioni e caratteristiche simili evidenzia una situazione particolarmente difficile per il territorio mantovano. Nei capoluoghi, tra il 2019 e il 2025, Cremona ha registrato una diminuzione del 15% dei negozi e Pavia del 13,3%, contro il -22,5% di Mantova. Anche a livello provinciale il calo mantovano, pari al 18,6%, è superiore a quello di Cremona (-13,9%) e Pavia (-10,3%). Il divario emerge anche sul fronte dell’occupazione. Nei capoluoghi di Cremona e Pavia il numero dei dipendenti è cresciuto rispettivamente del 5% e del 3,6%, compensando almeno in parte la diminuzione degli autonomi. A Mantova, invece, sono diminuiti entrambi: -17,9% i dipendenti e -28,7% gli autonomi.

Per Confesercenti, la crisi del commercio di vicinato non riguarda soltanto le singole attività, ma ha ricadute più ampie sulla vita dei centri urbani. Il presidente dell’associazione mantovana, Davide Guerra, sottolinea il ruolo dei negozi come presidi economici e sociali, evidenziando come una parte della ricchezza generata dagli acquisti nei negozi rimanga sul territorio attraverso stipendi, affitti, fornitori e imposte. L’associazione ha avviato a livello nazionale una raccolta firme a sostegno di una legge di iniziativa popolare dedicata alla rigenerazione urbana e alla tutela del commercio di prossimità. Secondo Confesercenti, sono già state raccolte oltre 40mila firme, a fronte dell’obiettivo di 50mila.

A Mantova un appuntamento della campagna è previsto mercoledì 9 settembre alle ore 19 al Ristorante La Masseria, dove Confesercenti incontrerà rappresentanti della politica locale, consiglieri regionali, capigruppo del Comune e operatori commerciali. L’obiettivo è raccogliere ulteriori firme, ma anche aprire un confronto sulle misure necessarie per sostenere il commercio nei quartieri e nei centri storici.

“Chiusure e desertificazione commerciale non sono solo un dato contabile”, sostiene Guerra, secondo cui la riduzione dei negozi rischia di rendere le città “meno vive, meno sicure e più povere di servizi”. Da qui la richiesta di un’alleanza tra istituzioni e imprese per affrontare la contrazione del settore e mantenere sul territorio una parte maggiore della ricchezza prodotta.