MILANO – “In concomitanza con l’interrogazione che ho presentato oggi in Aula a tutela del Distretto della Calza – spiega il consigliere regionale Paola Bulbarelli – ho ricevuto aggiornamenti dettagliati dal Presidente del CSC Centro Servizi Impresa, Massimo Bensi, con il quale sono in costante contatto per monitorare l’evoluzione della situazione e sollecitare le risposte che le nostre imprese attendono con urgenza. La Commissione Europea ha infatti ufficializzato l’intenzione di applicare dazi sul nylon cinese tra il 57% e il 60%: una misura che, se non bilanciata, provocherà un aumento insostenibile del costo del prodotto finito stimato tra il 13% e il 18%. Grazie al lavoro di raccordo tra la Regione Lombardia e il Distretto, è già stato fissato per il prossimo 20 aprile un incontro a Bruxelles presso la Direzione Generale Trade, nel quale il CSC, capofila della filiera strategica mantovana, porterà ufficialmente sul tavolo dei Commissari europei le nostre istanze per scongiurare che la tutela della materia prima si trasformi in una condanna per il prodotto finito”. Così il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Paola Bulbarelli integra quanto emerso durante il Question Time odierno, fornendo nuovi dettagli sull’azione diplomatica e tecnica intrapresa a difesa del comparto mantovano”.
“Se il dazio colpisce solo il filato e non la calza finita — prosegue Bulbarelli — importare prodotti dall’estero diventerà paradossalmente più vantaggioso che produrre nei nostri stabilimenti, alimentando il rischio concreto di delocalizzazione. È un controsenso economico che non può essere accettato, specialmente per un comparto che nel 2025 celebra cento anni di eccellenza manifatturiera. Ringrazio l’Assessore allo Sviluppo Economico Guido Guidesi per il supporto convinto che sta assicurando alle imprese della calzetteria”.
L’azione regionale vede il territorio mantovano fare fronte comune con altre realtà d’eccellenza: il 20 aprile, infatti, anche la bergamasca Carvico S.p.a. sarà presente a Bruxelles per rappresentare le medesime criticità ai tecnici dell’Unione Europea.
“La nostra battaglia — conclude Bulbarelli — prosegue senza sosta: l‘obiettivo è ottenere correttivi che salvaguardino l’intera filiera, garantendo che la qualità e la storia del nostro distretto non vengano sacrificate da squilibri normativi a livello comunitario”.

















