GAZOLDO DEGLI IPPOLITI – Ancora una domenica di grandi appuntamenti culturali alla Rocca Palatina di Gazoldo degli Ippoliti, sempre sotto l’egida dell’Associazione Postumia. Domenica 1° marzo alle ore 16 si terrà l’inaugurazione della mostra di pittura “Geometrie” di Giorgio Denti, a cura di Paolo Ceriani, con l’allestimento di Aldo Cigognetti e Gianni Vaccari.
Sempre nel pomeriggio, inoltre, si terrà l’assegnazione del premio di Postumia “Cantastorie di Lombardia 2026”, intitolato: “Della storia delle genti del “Quarto Stato” e delle loro battaglie politiche, sociali e culturali il canto popolare è stato, è e sarà erede, testimone ed interprete”. Due le realtà che verranno premiate: i Sonantes di Cremona e I Giorni Cantati di Calvatone.
I Sonantes sono un gruppo amatoriale di suonatori di strumenti ad arco (viola e violino), di chitarra e basso, di fisarmonica nato a Cremona nel 2016 per il piacere di fare musica insieme e portarne la carica positiva alla gente, nelle strade, nei quartieri, nelle feste. Il repertorio è quello della tradizione popolare: la musica da ballo, dal nord al sud, dall’est all’ovest d’Italia. Negli ultimi tempi si sono dedicati anche alla riscoperta della musica yiddish, la multiforme tradizione musicale degli ebrei dell’Europa dell’Est, il cui mondo è stato spazzato via dalla shoah. La musica è, anche e perciò, l’occasione di raccontare le storie delle persone e dei luoghi che a queste musiche sono legati.
Il gruppo I Giorni Cantati nasce a Calvatone nel 1974. Ad alcuni giovani amici piaceva cantare le canzoni popolari che sentivano dai più anziani nelle osterie, sui posti di lavoro o nelle feste. Proprio nel canto popolare avevano trovato un modo per stare insieme e per divertirsi. L’incontro con Giuseppe Morandi, della Lega di Cultura di Piadena, ha fatto capire loro l’importanza sociale, culturale e politica del canto popolare. Essi non si avvalgono dell’accompagnamento di strumenti musicali per rispettare le modalità tradizionali con le quali hanno imparato quelle canzoni tramandate oralmente anche per secoli. Cantare per loro significa ricordare il passato, stare insieme, rispettare le diversità, instaurare rapporti di amicizia e di solidarietà. Insomma, cantare come mezzo per fare cultura. Nella loro più che cinquantennale attività si sono esibiti indifferentemente in teatri, osterie, feste, università, case di riposo ed eventi culturali internazionali e locali.
















