GONZAGA – Il primo maggio a Gonzaga non è solo Festa dei Lavoratori: è anche il giorno in cui il centro storico si trasforma in un grande museo a cielo aperto grazie al mercatino d’antiquariato e collezionismo “C’era una volta”, organizzato dal Circolo filatelico, numismatico e hobbistico. Un appuntamento che, edizione dopo edizione, richiama migliaia di visitatori da tutto il Nord Italia e dall’estero, diventando uno dei mercatini più longevi e identitari del territorio mantovano.
Fin dalle prime luci dell’alba le vie si popolano di carrellini, zaini, torce tascabili e occhi attenti, quelli dei cercatori di tesori che non rinunciano mai alla caccia alla rarità. È un popolo variegato: collezionisti, arredatori, curatori museali, appassionati di modernariato, giovani alla ricerca di vinili introvabili, famiglie che si lasciano sorprendere da un oggetto che racconta una storia.
Un viaggio nel tempo tra oggetti unici
Il fascino del mercatino sta proprio qui: ogni bancarella è un racconto, ogni oggetto è un frammento di vita che torna alla luce. Dipinti, ceramiche, maioliche, lampade, specchiere, mobili d’epoca, monete, orologi da tasca e da tavolo, giocattoli che profumano di infanzia. E poi i vinili, sempre più ricercati, custodi della memoria musicale di intere generazioni.
I mobili antichi restano tra i pezzi più ambiti: tavoli, cassapanche, armadi, sedie e poltrone che portano con sé la patina del tempo e la maestria di mani artigiane. Oggetti che non seguono le mode, ma le attraversano, mantenendo intatto il loro valore.
Un motore economico per la città
In un periodo segnato da costi energetici elevati e difficoltà per molte attività, il mercatino rappresenta anche una boccata d’ossigeno per bar, ristoranti, alberghi e negozi. L’afflusso di visitatori anima il centro, riempie le sale, porta movimento e lavoro. Un esempio concreto di come la cultura materiale, la passione per l’antico e la socialità possano generare ricadute positive per l’intera comunità. Torna anche lo stand della Pro Loco Go con specialità gastronomiche locali: tortelli di zucca, risotto alla mantovana, zucca fritta, panini con cotechino, Parmigiano Reggiano con mostarde e vini locali. Il ricavato sarà destinato alle attività dell’associazione e alle luminarie natalizie.
Il fascino che non passa mai
C’è un motivo se “C’era una volta” continua a crescere e a richiamare pubblico: l’antiquariato non passa mai di moda. L’unicità di un oggetto, il suo valore storico, la storia che custodisce – dalla bottega dell’artigiano al salotto di una famiglia, fino alla bancarella di oggi – sono elementi che resistono alle oscillazioni dei mercati e alle tendenze del momento.
Ieri sera, all’ex Convento S.Maria, è stata inaugurata la mostra “Il nudo nell’arte: artisti mantovani nelle raccolte private locali”.
Organizzata dal Circolo Filatelico, Numismatico ed Hobbistico di Gonzaga, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e l’associazione “L’Officina dell’Immaginazione”, l’esposizione nasce dalla volontà di valorizzare il patrimonio artistico del territorio.
Le opere in mostra – che spaziano tra pittura, scultura, disegno e grafica – provengono dal patrimonio del Circolo e da due prestigiose collezioni private locali.














