“Il florovivaismo italiano cresce, crea occupazione e guarda al futuro. E la Lombardia è protagonista di questa crescita”. Lo sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, commentando l’analisi realizzata da Myplant & Garden sulla filiera florovivaistica italiana. Nel 2024-2025 le imprese della filiera sono aumentate dell’11,8% e gli occupati del 13,6%.
Nel complesso, il comparto conta oggi circa 38mila imprese e oltre 84mila addetti. La Lombardia si conferma il principale polo nazionale, con quasi 4.900 aziende e oltre 10.700 occupati. In questo scenario – commenta Beduschi – la Lombardia ha un patrimonio produttivo di assoluta eccellenza, in particolare il distretto florovivaistico di Canneto sull’Oglio, che rappresenta uno dei punti di riferimento più importanti in Europa per la qualità produttiva di piante ed arbusti, destinate al miglioramento delle aree urbane contrastando le isole di calore e il cambiamento climatico. Un comparto diverso, per caratteristiche e produzioni, da altri grandi distretti florovivaistici italiani.
“Il settore– prosegue Beduschi – ha davanti a sé importanti prospettive di crescita. La domanda di alberi e piante è destinata ad aumentare in Italia e nel mondo, spinta dalla riforestazione, dal verde urbano e dalla necessità di rendere i territori più vivibili e resilienti di fronte ai cambiamenti climatici”. “Se la Liguria ha costruito una leadership straordinaria soprattutto nella floricoltura e nei fiori recisi – spiega – il territorio mantovano ha sviluppato una specializzazione di grande valore nella produzione di piante e alberi di alto fusto. È esattamente il tipo di produzione di cui avremo sempre più bisogno se vogliamo affrontare seriamente la riforestazione, il verde urbano e la riqualificazione degli spazi pubblici”. E prosegue: “Basta guardare a quello che sta accadendo nelle nostre città, si parla sempre più di mettere a dimora alberi, aumentare il verde e ripensare gli spazi urbani. Ma per farlo servono piante di qualità, essenze adatte ai diversi territori e soprattutto imprese capaci di produrle. E una parte importante di queste piante arriva proprio dai nostri vivai mantovani”.
Secondo Beduschi, questa capacità produttiva rappresenta anche un importante asset per la competitività internazionale. “Il futuro di questo comparto passa anche dalla sua capacità di internazionalizzarsi. Le nostre imprese hanno competenze, qualità e produzioni che sono richieste ben oltre i confini nazionali. In un mercato globale sempre più competitivo, dobbiamo avere l’ambizione di valorizzare ciò che sappiamo fare meglio e trasformarlo in una leva di crescita e di occupazione. Il florovivaismo – continua – è quindi molto più di un settore agricolo. È un pezzo della nostra economia che può contribuire alla competitività del Made in Italy e, allo stesso tempo, rispondere a una delle grandi esigenze del futuro: avere più verde e più alberi nei territori e nelle città”.
LE FRAGILITÀ: CLIMA E FITOPATIE
Beduschi si sofferma anche sulle problematiche di queste imprese: “Proprio perché parliamo di un comparto strategico, dobbiamo essere consapevoli delle sue fragilità. Il florovivaismo è probabilmente uno dei settori agricoli maggiormente esposti alle conseguenze degli eventi climatici estremi”. Lo abbiamo visto ancora una volta poche settimane fa a Canneto sull’Oglio, dove un violento evento atmosferico ha colpito duramente aziende e vivai di un distretto che rappresenta un’eccellenza nazionale ed europea. Grandine, piogge intense e tempeste possono distruggere in poche ore coltivazioni che hanno richiesto anni di lavoro e investimenti. “E quando una pianta che cresce in vivaio viene persa, non è possibile semplicemente ricominciare la stagione successiva: per tornare ai livelli produttivi precedenti possono essere necessari diversi anni, per questo – sottolinea Beduschi – insieme al Governo stiamo lavorando anche sul tema della gestione del rischio e dell’assicurabilità delle produzioni. Il cambiamento climatico sta rendendo sempre più difficile per le imprese trovare strumenti assicurativi adeguati. Dobbiamo costruire condizioni che permettano alle aziende virtuose di proteggersi e continuare a investire”.
Accanto agli eventi atmosferici, c’è poi il tema delle fitopatie. “Stiamo lavorando sulla prevenzione e sulla lotta integrata contro gli organismi nocivi, a partire dalla Popillia japonica, attraverso strumenti di monitoraggio, cattura e contenimento”. “Dobbiamo evitare – conclude Beduschi – che a pagare il prezzo di un problema che supera i confini dei singoli territori siano proprio le imprese che hanno investito, innovato e costruito negli anni una filiera d’eccellenza. Se una fitopatia è ormai presente in ampie aree europee, dobbiamo ragionare insieme alle istituzioni nazionali ed europee su strumenti che consentano di proteggere la sanità delle nostre produzioni senza trasformare la presenza della malattia in un ostacolo insostenibile alla commercializzazione e all’export”.
Infine L’assessore ha assicurato che Regione Lombardia continuerà a fare la propria parte: sostenere la competitività delle imprese, favorire l’internazionalizzazione, rafforzare gli strumenti di prevenzione e gestione del rischio e difendere un patrimonio produttivo che rappresenta un’eccellenza del nostro territorio. “Più alberi nelle nostre città, più verde nei nostri territori e più competitività per le nostre imprese: questi obiettivi possono e devono andare insieme. E Canneto sull’Oglio con il suo Distretto dimostra che la Lombardia ha tutte le carte in regola per essere protagonista”.


















