All’Olympia delle Tofane di Cortina la regina è ancora lei: Federica Brignone.
Dopo il trionfo in superG, la valdostana concede il bis conquistando anche lo slalom gigante con una prova impeccabile, chiusa in 2’13”50. Già al comando dopo la prima manche, l’azzurra ha mantenuto la leadership anche nella seconda, interpretata con la solita pulizia tecnica e una gestione perfetta delle traiettorie. Alle sue spalle, argento ex aequo per la svedese Sara Hector e la norvegese Thea Louise Stjernesund, staccate di 62 centesimi e protagoniste di un gesto di grande sportività: si sono inginocchiate davanti all’azzurra all’arrivo per celebrare la campionessa.
Doppietta olimpica e record storico
Con il successo in gigante, Brignone conquista due ori nella stessa edizione dei Giochi, impresa riuscita solo a pochi italiani nella storia dello sport invernale. È inoltre la prima sciatrice capace di vincere nello stesso evento olimpico superG e gigante, completando anche la sua collezione di medaglie nella disciplina dopo argento e bronzo nelle edizioni precedenti. Il risultato assume ancora più valore considerando il recente rientro dopo l’infortunio alla gamba: proprio nel gigante, la specialità più fisica, il dolore si fa sentire di più. Eppure la sciata resta fluida, precisa, senza sbavature — una superiorità tecnica evidente anche davanti alle grandi rivali di stagione.
Italia protagonista: Della Mea sfiora il podio
Applausi anche per Lara Della Mea, autrice di una straordinaria rimonta: dalla quindicesima posizione al quarto posto finale, a soli 5 centesimi dalla medaglia. Più indietro le altre azzurre: decima Sofia Goggia, che perde terreno nella seconda manche dopo un’ottima prima prova e quattordicesima Asja Zenere
Una giornata da ricordare
Sole sulle Tofane, pubblico in festa e una sciata da manuale: Cortina diventa teatro della consacrazione definitiva. Brignone entra nella storia dello sci italiano raggiungendo quota cinque medaglie olimpiche e confermando il grande momento dello sci alpino azzurro. Una doppietta che non è soltanto una vittoria, ma la dimostrazione di classe, resilienza e dominio tecnico














