MILANO – Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità una proposta di legge al Parlamento che introduce nuovi criteri per la localizzazione delle discariche nelle aree di confine tra Regioni. Il provvedimento, sostenuto dalla maggioranza, punta a garantire una pianificazione condivisa e a tutelare i territori più esposti dal punto di vista ambientale, sanitario e idrogeologico.
Di seguito le dichiarazioni delle consigliere regionali Alessandra Cappellari (Lega) e Paola Bulbarelli (Fratelli d’Italia).
«Grande soddisfazione per l’approvazione della Proposta di Legge al Parlamento di cui sono promotrice, che introduce un principio fondamentale di responsabilità e cooperazione tra Regioni sul tema delle discariche. La norma stabilisce che non possano essere autorizzate nuove discariche entro dieci chilometri dal confine regionale senza accordi interregionali, come previsto dalla Costituzione.
Quando si governa il territorio, soprattutto su temi delicati come la gestione dei rifiuti, non si può ragionare come se i confini amministrativi fossero muri. Una discarica collocata a pochi chilometri dal confine non impatta solo sulla Regione che la autorizza, ma sulla qualità dell’aria, sull’ambiente, sulla salute e sull’economia delle comunità vicine.
Non è un divieto ideologico, ma un metodo: valutazione congiunta, criteri condivisi, programmazione coordinata. Così si evitano conflitti e si costruiscono percorsi di buonsenso istituzionale. È significativo che un progetto analogo sia stato depositato anche in Veneto dal consigliere della Lega Filippo Rigo. Se più Regioni convergono, Governo e Parlamento dovranno prendere atto della necessità di una disciplina nazionale.
L’unanimità del voto conferma un atteggiamento di responsabilità condivisa su temi fondamentali per la salute pubblica e la qualità della vita dei cittadini.»
IL COMMENTO DI PAOLA BULBARELLI (FRATELLI D’ITALIA)
«L’approvazione della proposta di legge parlamentare sulle discariche nelle aree di confine è un passo avanti concreto nella tutela dei territori più esposti, come il Mantovano, dove le scelte localizzative incidono direttamente sulla salute, sulle risorse idriche e sull’equilibrio ambientale.
La norma prevede il divieto di autorizzare nuove discariche entro dieci chilometri dal confine regionale senza accordi formali tra le Regioni interessate. È una scelta equilibrata che tutela i territori e rafforza la leale collaborazione istituzionale, evitando che decisioni ad alto impatto ricadano su comunità che non possono intervenire nei procedimenti.
Nel Mantovano i territori di confine presentano terreni altamente permeabili e una falda superficiale strategica per l’approvvigionamento idrico e per l’agricoltura di qualità. Sono elementi che impongono prudenza e responsabilità nelle scelte.
Questo risultato nasce da un lavoro serio all’interno della maggioranza e da un confronto costante con l’assessore regionale all’Ambiente Giorgio Maione e con le amministrazioni locali. Difendere il territorio significa governare i processi, ascoltare i Comuni e costruire regole chiare. Un percorso condiviso anche con la Regione Veneto.
La proposta porta ora a livello nazionale un’esperienza maturata sui territori e afferma un principio semplice: il rispetto dell’ambiente e della salute non si ferma davanti a un confine amministrativo.»
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