Libiola, rave party nella golena: un migliaio di giovani. Maxi presidio delle forze dell’ordine

LIBIOLA (SERRAVALLE A PO) – Un rave party non autorizzato è in corso da questa mattina, giorno di Ferragosto, in un pioppeto nella golena del Po tra Libiola e Torriana, dove si è radunato, già da ieri sera, oltre un migliaio di giovani provenienti da diverse regioni italiane e dall’estero. Il raduno, organizzato tramite canali ristretti e app di messaggistica come Telegram, segue la consueta modalità dei rave autogestiti: luogo isolato, accesso libero, nessun biglietto, sound system ad alto volume e coordinate comunicate solo all’ultimo per eludere controlli preventivi.

Due vertici in Prefettura, accessi bloccati e controlli a tappeto anche con elicotteri

Sia questa mattina che oggi pomeriggio in Prefettura, si è riunito il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica presieduto dal Prefetto Roberto Bolognesi, che ha disposto un presidio costante dell’area. Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza e Polizie Locali stanno monitorando gli accessi alla golena, con l’obiettivo di evitare l’arrivo di nuovi partecipanti e di individuare quelli che già hanno raggiunto il rave party. Si cerca in particolare di risalire agli organizzatori che dovranno rispondere di una serie di accuse tra cui occupazione abusiva di terreno privato. L’obiettivo è di prevenire rischi legati alla sicurezza, alla viabilità e alla tutela ambientale.
Si stanno effettuando controlli anche dall’alto con elicotteri di polizia e carabinieri che sorvolano l’area per verificare l’eventuale verificarsi di risse ma anche di possibili emergenze sul fronte sanitario.

Il sindaco Capucci: «Duecentocinquanta auto hanno invaso
Libiola e Torriana»

Il sindaco di Serravalle a Po, Tiberio Capucci, è sconcertato da quanto sta accadendo. «Ci sono circa 250 auto che hanno invaso Libiola e la piazza di Torriana, dove si trova la trattoria, fortunatamente chiusa in questo periodo. Dopo che gli accessi all’area sono stati bloccati, diverse auto sono tornate indietro, ma molti partecipanti sono arrivati comunque a piedi. Ho visto arrivare tantissima gente e alcuni erano davvero giovanissimi. In particolare mi sono rimaste impresse due ragazzine che avranno avuto 11-12 anni», dichiara il primo cittadino, che ci tiene a ringraziare le forze dell’ordine. «Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza e agenti della Polizia Locale sono qui dalle 5 di questa mattina. Hanno fatto e stanno facendo un lavoro lodevole sotto tutti i punti di vista per riuscire a garantire l’ordine pubblico in questa situazione di estrema emergenza».
Capucci, con una certa amarezza, aggiunge però: «Per organizzare anche la più piccola festa di paese servono decine di autorizzazioni e qui ci sono più di mille giovani che, senza alcun permesso, si sono radunati in un’area privata dove i rischi sono elevati, a iniziare dagli incendi, visto che la siccità ha reso la vegetazione estremamente secca e quindi facilmente infiammabile».
Secondo il sindaco, alcuni giovani, anche alla vista dell’imponente spiegamento di forze dell’ordine, avrebbero deciso di tornare indietro. Nel pomeriggio la musica non si sentiva ancora, ma si ritiene che possa iniziare a breve. Quel che appare certo è che il raduno proseguirà per tutta la notte, mentre Capucci teme che prima di lunedì mattina difficilmente tutti i partecipanti avranno lasciato l’area.

Rave nel Mantovano e nelle zone confinanti, una storia che si ripete da anni

Il fenomeno non è nuovo nel territorio: sia il 7 luglio 2019 che a fine giugno 2015 a Cirene di Serravalle a Po c’erano stati raduni analoghi  e altri si sono svolti in aree industriali abbandonate, come l’ex ceramica Biztiles di Bondeno di Gonzaga nel 2017, a Dosolo lo scorso febbraio, nell’ex stabilimento Degussa a Reggiolo nel Reggiano, oltre che in cave e boschi scelti dai ravers per la loro posizione isolata.