LIBIOLA (SERRAVALLE A PO) – È cominciato nel pomeriggio lo sgombero del maxi‑rave abusivo che da Ferragosto ha portato circa duemila giovani (le cifre ufficiali si sapranno però solo una volta liberata l’area) nella golena del Po, in un pioppeto privato situato all’interno dell’area naturale riconosciuta dall’Unesco. La Questura ha raggiunto un’intesa con gli organizzatori per consentire ai partecipanti di lasciare la zona senza interventi di forza, avviando un deflusso ordinato dopo tre giorni di musica e presenze ininterrotte.
Il raduno, non comunicato preventivamente alle autorità, ha seguito il copione tipico dei rave: arrivo notturno dei sound system, diffusione delle coordinate tramite canali ristretti, accesso libero, tende e camper sparsi tra gli alberi, musica tekno a volume altissimo e un flusso continuo di giovani provenienti da diverse regioni. Nelle ore centrali dell’evento si sono registrati anche piccoli punti di ristoro improvvisati, fuochi accesi per cucinare, generatori in funzione e un via vai costante di auto lungo le strade arginali.
La presenza di centinaia di mezzi e l’occupazione di un’area delicata dal punto di vista ambientale hanno reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine, che hanno monitorato la situazione fin dall’inizio. In mattinata si è svolta in Prefettura la riunione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza presieduto dal Prefetto Roberto Bolognesi. Con l’accordo raggiunto oggi, è stato possibile avviare lo smontaggio degli impianti e la progressiva uscita dei partecipanti, mentre proseguono i controlli per verificare eventuali responsabilità e danni all’area protetta. Tutte le attrezzatture usate per il rave saranno sequestretate.















