MAGNACAVALLO – Una domenica dedicata alla memoria e ai legami che attraversano il tempo e le distanze. La 36ª Festa dell’Emigrato ha riportato al centro della comunità le storie di chi, nel corso delle generazioni, ha lasciato il paese per cercare futuro altrove, mantenendo però un filo saldo con Magnacavallo.
La giornata si è aperta con la Santa Messa, momento di raccoglimento che ha ricordato le famiglie partite e quelle rimaste, unite da una storia comune. A seguire, la visita al Museo dell’Emigrato, luogo simbolo che conserva documenti, fotografie e testimonianze di chi ha costruito una vita lontano dalla propria terra.
Tra i presenti anche alcuni ospiti brasiliani, accolti dal sindaco Arnaldo Marchetti durante un percorso alla scoperta del territorio. Un viaggio nella memoria che ha ripercorso le origini locali e il legame con quelle comunità nate dall’emigrazione, dove tradizioni e identità magnavallesi continuano a vivere nonostante la distanza geografica.
La festa si è conclusa con un momento conviviale dedicato alla cucina locale, occasione per ritrovarsi attorno ai sapori della tradizione e condividere storie, ricordi e aneddoti. Un modo semplice e autentico per celebrare un patrimonio culturale che appartiene a tutta la comunità.
La Festa dell’Emigrato si conferma così un appuntamento capace di unire passato e presente, ricordando l’importanza delle radici e di quel legame sottile che continua a riportare a casa, almeno per un giorno, chi ha dovuto partire.


















