MANTOVA – Sono centinaia le denunce di danno già pervenute a Codima a causa delle violente ondate di maltempo che l’11 e il 15 luglio hanno colpito una grande fetta delle produzioni agricole presenti sul territorio mantovano.
“L’11 luglio gran parte dei comuni virgiliani sono stati colpiti da forti grandinate e raffiche di vento che hanno danneggiato principalmente colture come il mais da granella e da biomassa, il pomodoro da industria, soia, uva da vino, la bietola da zucchero da seme e l’erba medica da seme, determinando ingenti perdite produttive e qualitative” spiegano dal Consorzio di Difesa.
“La seconda perturbazione caratterizzata da forti raffiche di vento con punte superiori ai 100 km/h si è verificata il pomeriggio del 15 luglio, interessando in modo particolare la fascia occidentale e centro-occidentale della provincia, lungo la direttrice Cremona-Mantova. Il maltempo ha causato stroncature e sradicamenti con danni alle coltivazioni di mais e pioppeti. Le denunce di danno sono tuttora in fase di presentazione e istruttoria e il quadro complessivo è destinato ad aggiornarsi nei prossimi giorni. Codima continua a monitorare l’evoluzione della situazione invitando le aziende agricole colpite a presentare tempestivamente la documentazione necessaria, così da consentire l’avvio delle operazioni peritali e la corretta quantificazione delle perdite subite”.
A sottolineare l’importanza degli strumenti di tutela per le imprese agricole è Giovanni Gorni, presidente di Codima «Nel territorio di Mantova gli eventi atmosferici estremi confermano quanto sia diventata strategica la gestione del rischio in agricoltura. Le grandinate e le raffiche di vento che hanno colpito le nostre campagne dimostrano come fenomeni di elevata intensità possano compromettere in pochi minuti il lavoro di un’intera stagione. Fortunatamente una parte significativa delle aziende del nostro comprensorio ha scelto di assicurare le proprie produzioni: questo consentirà di affrontare le conseguenze dell’evento con il supporto del sistema assicurativo, riducendo l’impatto economico sulle imprese».
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