Manifestazione Lega, piazza Duomo gremita contro “un’Europa che frena”: presenti anche 120 militanti mantovani

MILANO – Piazza Duomo gremita oggi per la manifestazione “Remigration Summit”, organizzato dalla Lega e dai Patrioti europei per difendere i confini e attaccare l’Ue che “penalizza” invece di “aiutare”
“Oggi da Milano è arrivato un segnale politico forte e inequivocabile: l’Italia non vuole più essere frenata da regole calate dall’alto che penalizzano famiglie, imprese e territori. Da qui parte una spinta concreta per cambiare davvero l’Europa.” Lo dichiara l’on. Andrea Dara (Lega), vice segretario vicario della Lega Lombarda, presente oggi in piazza Duomo alla manifestazione dei Patrioti europei promossa dalla Lega.
Il corteo ha attraversato il centro di Milano fino a piazza Duomo, dove si sono alternati gli interventi dal palco di esponenti italiani ed europei, in una piazza partecipata e determinata.
Alla manifestazione hanno preso parte anche 120 militanti mantovani, partiti dal territorio per portare una voce chiara a favore di più autonomia, meno burocrazia europea e maggiore attenzione alla sicurezza.
“Non è stata una semplice manifestazione – prosegue Dara – ma una presa di posizione netta: l’Europa deve cambiare. Deve tornare ad ascoltare i popoli e non imporre scelte ideologiche che danneggiano il lavoro, l’agricoltura e il nostro sistema produttivo.
Chi oggi parla di sovranità non è contro l’Europa: è contro un’Europa che non funziona.”
Soddisfazione anche da parte del segretario provinciale della Lega, Antonio Carra:
“Una partecipazione importante anche dal Mantovano, che dimostra quanto il nostro territorio sia vivo e coinvolto. C’è voglia di politica vera, concreta, vicina ai cittadini.”
Sulla stessa linea il consigliere regionale Alessandra Cappellari:
“La Lombardia e Mantova hanno bisogno di un’Europa che aiuti e non ostacoli. Oggi abbiamo portato in piazza le ragioni dei nostri cittadini, delle imprese e degli amministratori locali.
Nel corso della giornata si sono registrate anche contestazioni da parte di gruppi antagonisti, gestite dalle forze dell’ordine.
“Ma la differenza è evidente – conclude Dara – da una parte chi propone idee, soluzioni e futuro, dall’altra chi vive di protesta. Noi siamo dalla parte degli italiani che lavorano, producono e chiedono rispetto. E da Milano oggi è partita una spinta politica che non si fermerà.”