MANTOVA – Dopo la sconfitta interna contro l’Avellino mister Modesto mastica amaro, ma è già pronto a voltare pagina, dopo una gara che lascia più di un rimpianto al Mantova.
«È una sconfitta dura da digerire, soprattutto per l’importanza che aveva la partita. Dispiace perché nel primo tempo abbiamo prodotto una grande mole di occasioni: dovevamo essere molto più cattivi e cinici. Poi succede che prendi gol e sembra finita la favola. Una brutta sensazione, come se si fosse spenta la voglia di giocare come abbiamo sempre fatto. Invece bisognava continuare a giocare, a fare le cose fatte bene. Mi pesa il fatto che, dopo aver preso gol, ci siamo sciolti e non abbiamo avuto quel cambio di marcia che c’è sempre stato».
«Sul primo gol, magari sotto pressione si poteva buttare la palla in fallo laterale. Sul secondo serviva una diagonale in più da parte di Bragantini. Tante volte in una partita sono quei centimetri a fare la differenza: l’attenzione deve essere sempre massima. L’Avellino è una squadra furba, sa gestire i ritmi della gara. Noi li abbiamo alzati molto e abbiamo messo in difficoltà gli avversari, ma loro hanno raccolto e noi no. Dobbiamo essere maturi e ritrovare quello che abbiamo fatto in altre partite, come a Spezia o in tante gare in casa».
«Bisogna rimboccarsi le maniche: abbiamo subito l’opportunità di raggiungere il nostro obiettivo – riferendosi alla trasferta di Bolzano -. Dobbiamo avere questa mentalità: non è una sconfitta che ci deve far perdere la via: deve restare un incidente di percorso. Si riparte. Nel primo tempo ci sono state diverse situazioni che potevamo capitalizzare meglio: con Maggioni e Bragantini. Quando hai il dominio del gioco e senti che il gol può arrivare da un momento all’altro, poi se lo subisci e accusi il colpo. Su questo non posso condannare i ragazzi: non deve succedere, ma alla prima occasione ci hanno punito. Il calcio è così: ora dobbiamo archiviare subito questa partita e andare a Bolzano per fare la nostra gara».
«Ai ragazzi ho detto di tenere la testa alta. Sono tutti arrabbiati, ma è una rabbia sana, quella che devi portarti già dall’allenamento del giorno dopo per preparare bene la partita con il Sudtirol. Bisogna dosare e incanalare questa voglia di riscatto che abbiamo addosso. Sono ragazzi intelligenti, che hanno viaggiato a 150 all’ora. Ora dobbiamo lavorare su quei piccoli dettagli che sono mancati. Mi dispiace perché sono stati sempre precisi, ma ora si riparte».


















