MANTOVA – Il compositore e pianista mantovano Fabrizio Paterlini ha pubblicato ieri il nuovo disco “Layers Naked”. L’album è una rilettura acustica del suo disco del 2025, “Layers”, registrata in presa diretta in studio insieme al violinista Stefano Zeni e al violoncellista Marco Remondini, ovvero i LoopArc, che avevano già suonato nell’album originale e accompagnato Paterlini in tour.
Il progetto nasce dai concerti del trio. Sebbene “Layers” fosse costruito attorno a loop, elettronica e arrangiamenti stratificati, sera dopo sera i tre musicisti si sono ritrovati a uscire da quelle strutture per improvvisare. Curioso di scoprire se i brani potessero reggersi da soli, Paterlini è entrato in studio con Zeni e Remondini senza arrangiamenti scritti: prima di ogni take, i tre parlavano qualche minuto del brano, condividevano un’intenzione e iniziavano a suonare. La maggior parte dei brani è stata registrata in due o tre take complete, in presa diretta nella stessa stanza.
«Vertical Limit» è l’unica eccezione: la versione presente nell’album è la prima e unica take registrata. Il trio ha scelto di preservare le take di registrazione integrali, facendo di questa scelta grossa parte dell’identità del disco. Al momento di scegliere le versioni definitive, i tre musicisti hanno spesso preferito la take più viva a quella tecnicamente più pulita, accettando anche qualche piccola imperfezione. Da qui il “Naked” aggiunto al titolo originale.
Sulla creazione dell’album, Fabrizio Paterlini ha detto: «Durante il tour di Layers, ogni sera uscivamo per qualche minuto dalla struttura dei brani: improvvisavamo, ci ascoltavamo, poi rientravamo. Quei momenti sono diventati la parte più bella dei concerti. “Layers Naked” nasce da lì: registrato in presa diretta, in tre nella stessa stanza, scegliendo sempre la take più viva anziché quella perfetta. Non è una nuova versione di “Layers”, ma una curiosità nata sul palco che è diventata un disco».

















