Maxi‑polo logistico, Gatti: “Un progetto devastante che ipoteca il futuro di Moglia”

MOGLIA – Il capogruppo di minoranza CambiaMoglia, Giuseppe Gatti, interviene dopo l’approvazione da parte della Provincia di Mantova dell’intesa di co‑pianificazione tra Moglia e Reggiolo per il maxi‑polo logistico. Un via libera che, secondo Gatti, “solleva una cortina di fumo che è nostro dovere diradare immediatamente”, perché dietro ai proclami di svolta economica si celerebbe “un progetto devastante, una vera e propria ipoteca sul futuro del nostro territorio”.

Gatti parla di un insediamento “mostruoso”: 60mila metri quadrati di capannoni alti fino a 20 metri, inseriti in un’area complessiva di oltre 150mila metri quadrati. Un impatto definito “mastodontico”, che a suo giudizio verrebbe mascherato da un’operazione di greenwashing: “un ridicolo 10-15% di compensazione a verde, una foglia di fico che non può coprire la realtà”.

Occupazione debole, traffico pesante e smog

Il capogruppo passa poi all’analisi dei “fatti reali”, senza la retorica della giunta.

  • Occupazione di miseria — Le promesse di tutele e priorità ai residenti, secondo Gatti, non reggerebbero alla prova della realtà: “La grande logistica non produce sviluppo sociale, ma lavoro precario, turni logoranti e contratti al ribasso. Un’occupazione di pura sussistenza che non arricchisce il territorio, ma lo sfrutta”.
  • Strade invase dai camion — Il potenziamento della viabilità previsto dal progetto sarebbe, per Gatti, “la confessione esplicita del disastro”: mezzi pesanti giorno e notte, arterie congestionate, qualità della vita compromessa.
  • Inquinamento alle stelle — Più traffico significa più emissioni: “Monitorare il veleno non equivale a non respirarlo. Il danno alla salute pubblica sarà permanente”.

“Interesse di pochi, danno per tutti”

Gatti denuncia un meccanismo economico “classico”: enormi vantaggi per costruttori e colossi della logistica, mentre i costi ambientali e infrastrutturali ricadrebbero sulla collettività. I 390mila euro destinati alla viabilità sarebbero “un’elemosina rispetto alla distruzione del paesaggio e all’usura delle strade”.

Critiche al sindaco Bavutti

Il capogruppo punta il dito anche contro il sindaco Claudio Bavutti, definendo “inquietante e indecifrabile” la sua posizione. “Il primo cittadino, che dovrebbe tutelare salute pubblica e integrità del territorio, si dice frettoloso di chiudere l’iter persino in anticipo sui tre anni previsti. Ci si chiede quale meccanismo politico o amministrativo giustifichi questa fretta cieca nel voler svendere il suolo di Moglia”.

Secondo Gatti, il maxi‑polo sposterebbe il baricentro logistico verso il casello di Reggiolo‑Rolo, lasciando a Moglia “solo i fumi di scarico”.

“In ragione di cosa?”

Il gruppo CambiaMoglia conclude con una domanda che pretende una risposta pubblica: “In ragione di cosa questa amministrazione ha deciso di mettere in ginocchio il futuro ambientale e viabilistico di Moglia? A chi giova davvero questo scempio?”