LA SPEZIA – Nel ventre del “Picco” Francesco Modesto si presenta con il sorriso di chi ha appena visto la propria squadra compiere un passo pesante, non solo in classifica ma nella crescita collettiva. Il tecnico del Mantova parla con lucidità, senza lasciarsi trascinare dall’euforia, ma il suo sguardo tradisce la soddisfazione per una prestazione che definisce “da uomini”.
Per Modesto, la chiave sta tutta nel contesto: affrontare lo Spezia, in casa loro, non è mai un esercizio semplice. «Preparare una partita così richiede rispetto – spiega – perché se non riconosci il valore di ciò che hanno costruito negli anni, rischi di uscirne malconcio». Il Mantova invece ne è uscito più forte, grazie a un atteggiamento che il tecnico definisce “tosto, in ogni contrasto”. Una qualità che, sottolinea, non era affatto scontata.
La partita, nelle sue parole, è stata un manifesto di maturità: «Abbiamo prevalso in tutto: nell’approccio, nella voglia di fare la gara, nella fase difensiva, persino sulle palle inattive». Un elenco che non suona come autocelebrazione, ma come la fotografia di un gruppo che ha saputo interpretare ogni momento con la stessa intensità.
Modesto insiste su un concetto: la squadra sente il peso – e il privilegio – della maglia. «I ragazzi percepiscono l’importanza della città. Mantova è una piazza che si fa sentire». E la presenza dei tifosi al seguito, anche in una trasferta impegnativa, è stata un ulteriore segnale di un legame che si sta consolidando.


















