MOGLIA – Una grande partecipazione di pubblico e un intenso viaggio nella memoria della sanità locale. Più di ottanta persone hanno presenziato all’inaugurazione della nuova ala del museo della famiglia Mezza, all’interno dell’Agriturismo Valle San Martino di Moglia, interamente dedicata alla storia di medici, ostetriche e infermieri.
L’evento, introdotto dagli onori di casa di Claudio Mezza e dai ringramenti dell’infermiere Attilio Pignata per le numerose donazioni ricevute, ha visto la partecipazione del sindaco Claudio Bavutti, del parroco don Marco Cerutti, di tre ex primari, operatori socio-sanitari e storiche figure dell’ostetricia locale.
Il ricordo delle figure storiche e la critica alla burocrazia
Al taglio del nastro è seguito un partecipato momento di confronto tra camici bianchi. A suscitare profonda commozione è stato il ricordo di due illustri personalità della comunità mogliese: il dottor Ido Traldi e l’Onorevole Bruno Vincenzi, figure simbolo di competenza e dedizione il cui ricordo – come sottolineato dal primo cittadino – rimane ancora vivo a distanza di anni.
Particolarmente incisivo l’intervento del dottor Marco Collini, che ha difeso il valore della memoria storica: «Il museo è una cosa seria, sacra: senza radici perdiamo l’identità. Un tempo il medico conosceva davvero il malato, mentre oggi il rapporto umano è troppo spesso soffocato da una burocrazia preoccupante».
Dalle esperienze sul territorio alle missioni in Africa
Spazio poi alle testimonianze sul campo. Il dottor Gabrio Zacchè ha ripercorso la sua carriera di ginecologo tra le corsie di Mantova e l’impegno umanitario in Africa, così come l’ostetrica Carla Ferrari, che ha condiviso le gratificazioni del lavoro sul territorio a fianco delle famiglie e la toccante esperienza missionaria. Infine, il dottor Mario Caforio ha reso omaggio ai colleghi chirurghi di Suzzara, tracciando l’evoluzione delle tecniche operatorie nel tempo.
La giornata, arricchita da nuove donazioni di strumentazioni storiche, si è conclusa con un rinfresco conviviale offerto dalla famiglia Mezza, a cui è andato il plauso di tutti i presenti per il curatissimo allestimento museale.















