MOTTEGGIANA – Un intenso fine settimana dedicato alla cultura e alla memoria storica si è concluso domenica 20 settembre a Motteggiana con la manifestazione “Bonaglia 110”, promossa dal Comune per celebrare i centodieci anni dalla nascita di Renato Bonaglia, storico, giornalista e profondo conoscitore della Bassa padana. L’intera tre giorni è stata coordinata da Fabrizio Binacchi, giornalista e allievo di Bonaglia, che ha guidato gli eventi nel segno del ricordo e della continuità d’insegnamento, creando un percorso narrativo coerente attorno alla figura e all’opera del celebre cultore locale.
L’inaugurazione della mostra: emozione e continuità generazionale
La manifestazione ha preso ufficialmente avvio venerdì con l’inaugurazione della mostra dedicata a Renato Bonaglia. La cerimonia, aperta dal sindaco Massimo Bonesi e coordinata dall’assessore Tiziana Piva, ha visto la partecipazione di importanti rappresentanti delle istituzioni regionali, tra cui i consiglieri Marco Carra e Alessandra Cappellari, insieme all’assessore regionale Alessandro Beduschi. Il momento più toccante della giornata è stato caratterizzato dalla partecipazione della famiglia di Bonaglia: la figlia Cristina e i nipoti hanno reso un caloroso omaggio alla memoria del congiunto attraverso la lettura di poesie e passaggi significativi dalla sua ricca produzione letteraria, donando ai presenti un istante di profonda intimità e commozione che ha messo in luce il legame indissolubile tra l’uomo e lo storico.
Il convegno: approfondimento storico e testimonianza diretta
Il fulcro della giornata di sabato è stato il convegno intitolato “Centodieci anni di Renato Bonaglia: Testimone e Custode del nostro Passato”, che ha riunito illustri relatori e studiosi per tratteggiare i diversi aspetti dell’opera e dell’eredità intellettuale di Bonaglia. Tra gli interventi di rilievo hanno figurato gli storici Giancarlo Malacarne e Carlo Prandi, affiancati dal direttore della Gazzetta di Mantova Corrado Binacchi. Il dibattito è stato ulteriormente arricchito dal contributo di quanti hanno condiviso con Bonaglia il percorso giornalistico e la passione per la storia e le tradizioni della Bassa padana, oltre al partecipato intervento della figlia Cristina che ha offerto una prospettiva intima e personale sulla figura paterna, testimoniando come l’eredità dello storico continui a vivere attraverso i familiari e gli allievi.
La giornata conclusiva: comunità riunita nella memoria
La domenica conclusiva ha visto la mostra popolarsi di concittadini e paesani che hanno conosciuto personalmente Renato Bonaglia, trasformando lo spazio espositivo in un luogo di incontro generazionale. È stato un momento di grande calore umano, costellato di aneddoti, ricordi personali e testimonianze dirette che hanno reso ancora più vivo e tangibile il legame tra la figura dello storico e la sua comunità. Questi scambi spontanei hanno dimostrato come la memoria di Bonaglia non risieda soltanto nelle pagine dei suoi scritti, ma viva nelle narrazioni condivise e nei ricordi che continuano a trasmettersi da una generazione all’altra.
Un bilancio positivo: la memoria come patrimonio collettivo
“Bonaglia 110” si chiude così con un bilancio ampiamente positivo, riaffermando l’importanza della memoria storica come patrimonio vivo e condiviso dall’intera comunità di Motteggiana. La manifestazione ha dimostrato come la ricerca storica e la preservazione della memoria locale non siano esercizi accademici, ma atti di identità collettiva che rafforzano il legame di una comunità con le proprie radici. L’opera di Renato Bonaglia, testimone e custode della storia della Bassa padana, continua così a ispirare e a guidare le generazioni presenti e future, mantenendo vivo il dialogo tra il passato e il presente.
























