ROMA – In un momento di forte pressione per il Servizio Sanitario Nazionale, la sanità cattolica italiana risponde “facendo squadra”. È stata firmata oggi a Roma, presso la sede della Pontificia Commissione per le Attività del Settore Sanitario, l’atto costitutivo di “Sette Pani”, una società consortile a responsabilità limitata che punta a rendere sostenibili e innovative quasi 300 strutture sanitarie e sociosanitarie distribuite su tutto il territorio nazionale.
Una rete da 50.000 addetti
I numeri del progetto restituiscono la dimensione di un vero pilastro della salute pubblica in Italia:
- 297 strutture coinvolte (tra ospedali, centri di riabilitazione e residenze).
- Oltre 11.600 posti letto accreditati (il 5,3% del totale nazionale).
- 50.000 addetti complessivi.
- 580.000 accessi annui ai Pronto Soccorso delle strutture coinvolte.
Il modello: autonomia e mutuo soccorso
“Sette Pani” non nasce come un’alternativa al sistema pubblico, ma come sua parte integrante e complementare. L’obiettivo della società, come spiegato dal coordinatore Don Marco Belladelli, è creare economie di scala e servizi centralizzati (acquisti, consulenza legale, partecipazione ai bandi Pnrr) per proteggere il carisma e l’autonomia dei singoli enti. “L’unica strada per garantire che la missione di cura della Chiesa continui a essere un pilastro del Paese”, ha dichiarato Belladelli.
I vertici e i soci fondatori
L’assemblea dei soci ha eletto alla presidenza il dottor Alessandro Signorini, mentre il dottor Nevio Boscariol è stato nominato Direttore Generale e il dottor Gianluca Oricchio Segretario Generale. Tra i soci fondatori figurano eccellenze come:
- Villa Salus (Mestre) e Don Calabria (Negrar);
- Poliambulanza (Brescia) e S. Francesco (Bergamo);
- Istituto Serafico (Assisi);
- Casa Sollievo della Sofferenza (San Giovanni Rotondo);
- Clinica Assunzione di Maria SS.ma (Roma).
Il messaggio del Cardinale Parolin
Attraverso un messaggio, il Segretario di Stato Cardinale Pietro Parolin ha espresso profonda gratitudine per il progetto, definendolo “apprezzabile per il metodo di lavoro” e capace di promuovere “un’integrazione identitaria rispettosa dell’autonomia di ciascuno”.
Con “Sette Pani”, la sanità cattolica si attrezza per affrontare l’invecchiamento della popolazione e la crescente domanda di riabilitazione, mettendo al centro il primato della persona e la qualità delle prestazioni in un mercato sempre più complesso.

















