Ospedale di Mantova oltre 1.100 interventi in due anni con il robot chirurgico

MANTOVA – L’ospedale Carlo Poma festeggia un traguardo straordinario: 1.142 interventi eseguiti con il sistema robotico di ultima generazione in poco più di due anni. Un volume di attività che posiziona l’ASST di Mantova al secondo posto in Lombardia per la chirurgia multidisciplinare assistita da robot, superando di gran lunga le stime iniziali che prevedevano circa 250 operazioni l’anno.

Un sistema multidisciplinare d’eccellenza

Dal primo intervento urologico del novembre 2023 al 10 marzo 2026, il macchinario è stato impiegato senza sosta, dal lunedì al venerdì (e talvolta il sabato), coinvolgendo quattro strutture chiave:

  • Chirurgia Generale (diretta da Luigi Boccia)
  • Urologia (diretta da Paolo Parma)
  • Chirurgia Toracica (diretta da Angelo Carretta)
  • Ostetricia e Ginecologia (diretta da Gianpaolo Grisolia)

«Questo risultato dimostra la nostra capacità di offrire risposte all’avanguardia alla domanda di salute della popolazione», ha commentato con orgoglio il dottor Luigi Boccia.

Vantaggi per i pazienti e innovazione clinica

L’utilizzo del robot non è solo una questione di numeri, ma di qualità assistenziale. La tecnologia garantisce infatti massima precisione e sicurezza, riducendo drasticamente le perdite ematiche e le complicanze post-operatorie. Per il paziente, questo si traduce in degenze più brevi e un recupero funzionale molto più rapido.

In ambito ginecologico, il dottor Grisolia parla di un vero “upgrade assistenziale”, mentre per la Chirurgia Toracica, il dottor Carretta evidenzia come la visione tridimensionale e la stabilità degli strumenti permettano di operare con tecnica mini-invasiva anche casi di estrema complessità oncologica o su pazienti con obesità.

Investimenti e solidarietà del territorio

L’acquisizione della tecnologia è stata possibile grazie a una delibera di Regione Lombardia, con un investimento annuo di circa 2,1 milioni di euro per noleggio e materiali di consumo. Fondamentale è stato però il ruolo della comunità mantovana: l’Istituto Oncologico Mantovano (IOM) ha promosso una raccolta fondi che ha raggiunto i 340.000 euro, destinati alla formazione del personale e alle spese accessorie.

«Il robot è utilizzato a pieno ritmo, con 2-3 interventi al giorno per ogni specialità», conclude il dottor Parma, sottolineando come questa sinergia tra tecnologia, professionalità medica e generosità dei cittadini stia cambiando il volto della sanità locale.