MANTOVA – È “L’Ortolano” di Giuseppe Arcimboldo la prima opera a svelarsi a Palazzo Te tra i capolavori che comporranno la mostra “Inventare la natura. Leonardo, Arcimboldo, Caravaggio”, in programma dal 26 settembre 2026 al 10 gennaio 2027. Il celebre “Scherzo di ortaggi”, databile tra il 1587 e il 1590, è stato scoperto oggi nella scenografica Sala dei Giganti, dando simbolicamente il via al progressivo allestimento dell’esposizione.
Alla presentazione erano presenti il sindaco di Mantova Andrea Murari, il presidente della Fondazione Palazzo Te Giovanni Pasetti e i due curatori della mostra, Barbara Furlotti e Guido Rebecchini.
Il piccolo olio su tavola, di 36 per 24 centimetri, è arrivato a Mantova dal Museo Civico Ala Ponzone di Cremona e rappresenta uno dei lavori più noti di Arcimboldo. L’opera si inserisce pienamente nel percorso espositivo, costruito attorno al rapporto tra mondo naturale, creazione artistica e cultura del Cinquecento.
Nella Sala dei Giganti il dipinto mostra tutta la sua singolarità: osservato in una posizione appare come un volto composto da ortaggi, mentre ruotato di 180 gradi si trasforma in una natura morta, rivelando un recipiente colmo di prodotti della terra.
Pasetti ha sottolineato come “la mostra trovi spazio in un palazzo che già nella propria architettura e negli affreschi di Giulio Romano sviluppa un continuo gioco con gli elementi naturalistici. Un rapporto che, attraverso Arcimboldo e le altre opere in arrivo, diventerà uno dei fili conduttori dell’intera esposizione”. Dalla capitale svedese è arrivata in giornata anche una seconda opera dell’artista milanese, “Il Cuoco”, mentre Palazzo Te attende l’arrivo degli altri capolavori destinati a completare il percorso.
Il sindaco Murari ha definito quello dello svelamento “un momento particolarmente emozionante, esprimendo soddisfazione per una mostra di alto profilo scientifico e artistico”. Secondo il primo cittadino, “la ricchezza dell’itinerario potrà collocare Mantova tra le mete di riferimento della stagione espositiva autunnale nazionale e richiamare un vasto pubblico di appassionati e studiosi”.
L’artista tra scienza e virtuosismo
Pittore e attento osservatore della natura, apprezzato alla corte dell’imperatore Rodolfo II d’Asburgo, Arcimboldo è passato alla storia soprattutto per le sue celebri “teste composite” e per le immagini reversibili che, una volta capovolte, rivelano un secondo soggetto indipendente.
‘L’Ortolano’, pur nella sua intonazione popolare, mostra un gusto di matrice nordica e richiama anche le teorie presenti nei trattati alchemici di Giovan Battista Della Porta, secondo cui le piante possedevano virtù terapeutiche in relazione alle parti del corpo umano di cui richiamavano la forma. Rebecchini ha ricordato come Arcimboldo fosse anche “un illustratore scientifico estremamente attento, capace di raffigurare flora e fauna con grande precisione naturalistica. Gli stessi elementi venivano poi ricomposti dall’artista per costruire le celebri teste, destinate anche allo svago e all’intrattenimento negli ambienti di corte”.
Il percorso espositivo
La mostra “Inventare la natura. Leonardo, Arcimboldo, Caravaggio” chiude il Cinquecentenario dedicato all’avvio della costruzione di Palazzo Te.
L’esposizione indagherà le relazioni tra natura, arte e cultura cortigiana nel XVI secolo. Accanto alle opere di Leonardo, Arcimboldo, Annibale e Agostino Carracci e Caravaggio, saranno presenti sculture, disegni, reperti naturalistici, bronzi rinascimentali e manufatti realizzati con materiali esotici, provenienti da importanti istituzioni museali italiane ed europee.Un percorso pensato come un vero e proprio “itinerario delle meraviglie”, nel quale storia dell’arte e indagine scientifica dialogheranno con le architetture e gli affreschi di Giulio Romano.
























