BRUXELLES – Con un voto a maggioranza qualificata, gli ambasciatori dei 27 hanno dato il via libera all’accordo di libero scambio tra l’Ue e i Paesi del Mercosur. Dopo l’ok degli ambasciatori – e nonostante la forte opposizione di Paesi – la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen dovrebbe firmare l’accordo lunedì 12 in Paraguay, presidente di turno del Mercosur. A votare a favore, anche l’Italia.
Per essere frutto di una negoziazione durata 25 anni l’accordo appare insoddisfacente e lacunoso” – commenta Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia, che evidenzia numerosi aspetti negativi relativi al Mercosur come l’assenza di regole efficaci di reciprocità a difesa delle filiere agroalimentari europee, dei cittadini e dei consumatori.
Tutte le organizzatori agricole non sono soddisfatte dell’accordo sottoscritto.
COLDIRETTI, ACCORDO NON CI SODDISFA E NON CI FIDIAMO DI VON DER LEYEN
“C’è un miglioramento sulle clausole di salvaguardia ottenuto dal Governo italiano, con il passaggio dal 10% originariamente previsto al 5% della soglia per far scattare la tutela sui prodotti agricoli sensibili. Insufficienti, invece, i requisiti di reciprocità. Il Governo italiano ha richiesto il divieto di importazione di prodotti con residui di sostanze vietate in Europa, ma ora è la Von der Leyen che deve dare risposte” – commenta Coldiretti per la quale la reciprocità, insieme all’obiettivo di aumentare i controlli rimane un punto essenziale.
CONFAGRICOLTURA: “FORTI PERPLESSITÀ, A RISCHIO IL PRINCIPIO DI RECIPROCITÀ”
“Permangono forti perplessità per l’impatto dell’intesa sul mondo agricolo, legate soprattutto al principio di reciprocità, fondamentale per garantire un commercio internazionale equo e trasparente” – dice Alberto Cortesi, presidente di Confagricoltura Mantova, dopo il primo sì a maggioranza, arrivato oggi, dalla riunione degli ambasciatori dei 27 Stati membri (Coreper) circa l’accordo Ue-Mercosur. L’accordo, così com’è ad oggi, rischia infatti di consolidare una pericolosa asimmetria. Non possiamo certo permetterci questo squilibrio”.
CIA: “QUALITA’ DEL MADE IN ITALY NON SI BARATTA, SU ACCORDO RESTIAMO IN ALLERTA”
“La qualità del nostro Made in Italy agroalimentare non si baratta. Per questo, sebbene soddisfatti per la soglia di salvaguardia scesa al 5% come da noi richiesto, continuiamo a legare il nostro sì all’accordo Ue-Mercosur solo a parità di regole e condizioni, e a controlli serratissimi, davvero all’altezza di standard produttivi e sanitari che i nostri agricoltori e allevatori sostengono con responsabilità e sacrifici e che sono dovuti a tutti i cittadini europei” – commenta il presidente nazionale di Cia-Agricoltori, Cristiano Fini, all’ufficialità dell’intensa, raggiunta sul trattato di libero scambio tra Ue e blocco commerciale sudamericano (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay).














