MANTOVA – È stato rinnovato questa mattina, con la firma in Questura, il “Protocollo Zeus”, strumento innovativo promosso dal Ministero dell’Interno – Direzione Centrale Anticrimine, volto a contrastare le diverse forme di violenza relazionale e a favorire percorsi di recupero per i soggetti responsabili di atti persecutori e violenti.
La firma è stata apposta dal Questore Annarita Santantonio e da Lorenzo Pedroni, responsabile dell’Associazione di Promozione Sociale Voandalana, che opera nella provincia di Mantova nell’ambito del C.I.P.M. – Centro Italiano per la Promozione della Mediazione, diretto da Paolo Guglielmo Giulini, anch’egli firmatario del protocollo.
Il Protocollo Zeus nasce dalla consapevolezza che non è possibile contrastare fenomeni come violenza di genere, violenza domestica, atti persecutori e cyberbullismo senza occuparsi anche di chi li commette. L’obiettivo è ridurre i casi di recidiva, offrendo ai soggetti ammoniti un percorso trattamentale gratuito, gestito da un’équipe di professionisti specializzati in problematiche relazionali.
Il modello amplia l’efficacia dello strumento dell’Ammonimento del Questore, misura amministrativa prevista dalla legge per condotte violente che destano particolare allarme sociale. Grazie al protocollo, l’ammonimento non resta un atto isolato, ma si accompagna a un percorso di riflessione e consapevolezza che mira a ricostruire, sul piano emotivo e cognitivo, le vicende che hanno portato a comportamenti violenti.
L’ammonimento del Questore è una misura di prevenzione amministrativa, non penale, che interviene con immediatezza prima che le condotte degenerino in episodi più gravi. Per attivarlo è sufficiente rivolgersi agli uffici delle Forze dell’Ordine ed esporre i fatti a personale qualificato.
Le tipologie previste sono quattro:
- Ammonimento per atti persecutori (stalking): per segnalare minacce, molestie e comportamenti che generano insicurezza.
- Ammonimento per violenza domestica: per far emergere episodi di violenza fisica, psicologica o economica all’interno della famiglia o di una relazione.
- Ammonimento per cyberbullismo: per contrastare molestie e diffamazioni online, anche a tutela dei minori.
- Ammonimento per revenge porn: per proteggere dalla diffusione illecita di immagini intime.
Un ammonimento non equivale a una denuncia: non richiede prove certe, ma la sussistenza di indizi che rendano veritiero il fatto segnalato
















