La Lombardia è in sesta posizione in Italia per la qualità dell’assistenza sanitaria secondo la classifica del Ministero della Salute che ha rilasciato i dati del Nuovo sistema di garanzia (Nsg) relativi al 2024.
Questo è lo strumento ufficiale che monitora l’adempimento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) nelle diverse regioni italiane. La Lombardia appunto è sesta con un recupero di una posizione rispetto al 2023.
Sul podio il Veneto, seguito da Emilia – Romagna e Toscana. Nonostante una lieve flessione ospedaliera, il sistema mostra miglioramenti generali nella prevenzione e un aumento delle regioni che superano la sufficienza: questi risultati sono utilizzati dalle amministrazioni locali come certificato di eccellenza o come stimolo al miglioramento. Il punteggio ottenuto ha inoltre un impatto diretto sulle finanze regionali, regolando l’accesso a importanti fondi premiali di natura economica. Il ministero della Salute sottolinea un deciso passo in avanti globale per l’intero sistema sanitario nazionale. Il dato più confortante riguarda il crollo delle insufficienze gravi: le criticità rimaste si concentrano in aree specifiche: la Provincia autonoma di Bolzano e la Sicilia mostrano carenze nel settore della prevenzione, mentre la Calabria non riesce ancora a superare la soglia minima nell’assistenza distrettuale. Tutte le restanti regioni italiane hanno invece garantito i livelli minimi di assistenza in ogni singolo comparto.
Come funziona
Il Nuovo sistema di garanzia valuta la qualità dell’assistenza sanitaria erogata attraverso un’analisi capillare che prevede 88 indicatori complessivi, a loro volta suddivisi in sotto-indicatori, raggruppati in tre macro-aree. La prevenzione collettiva e sanità pubblica, include parametri come la copertura vaccinale nei bambini e l’efficacia delle campagne di screening. L’assistenza distrettuale (territoriale), analizza la gestione delle cure sul territorio, l’appropriatezza prescrittiva dei farmaci e la tempestività dei mezzi di soccorso. L’assistenza ospedaliera monitora l’efficienza dei ricoveri, la percentuale di parti cesarei e i tassi di mortalità a breve termine per patologie acute come l’ictus. Il sistema assegna a ogni macro-area un punteggio compreso tra 0 e 100, portando a un massimo teorico complessivo di 300 punti. I risultati aggregati confermano la storica frattura geografica tra il Centro-nord e il Mezzogiorno.
La classifica completa
- Veneto: 288 punti
- Emilia-Romagna: 282 punti
- Toscana: 280 punti
- Piemonte: 272 punti
- Provincia Autonoma di Trento: 271 punti
- Lombardia: 270 punti
- Umbria: 254 punti
- Liguria: 250 punti (in crescita rispetto al 2023)
- Friuli Venezia Giulia: 248 punti
- Puglia: 242 punti
- Marche: 237 punti (in peggioramento rispetto al 2023)
- Lazio: 237 punti
- Abruzzo: 229 punti
- Valle d’Aosta: 213 punti
- Sardegna: 212 punti
- Campania: 209 punti
- Provincia Autonoma di Bolzano: 206 punti
- Basilicata: 205 punti
- Sicilia: 196 punti
- Molise: 192 punti
- Calabria: 189 punti


















