Quaresima e Ramadan insieme nel 2026, il vescovo Marco Busca: “Custodire insieme la pace”

MANTOVA – ll 2026 fa coincidere con una rara coincidenza, due delle principali osservanze religiose cristiane e islamiche: Quaresima e Ramadan, il nono mese del calendario islamico. Una data, il 18 febbraio, che ha segnato l’avvio di un periodo di digiuno e riflessione per entrambe le comunità a livello globale. Sono circa 20 mila i musulmani che vivono nel Mantovano. Per questa occasione il vescovo Marco Busca ha inviato ai “fratelli e sorelle credenti nell’Islam” un messaggio dal titolo “Chiamati a custodire la Pace” nel quale afferma “…Ci auguriamo che la vicinanza dei tempi forti delle nostre comunità diventi un’ulteriore occasione di prossimità umana, di rispetto e di rinnovato impegno comune nella carità. Il tempo che viviamo ci pone davanti a numerose sfide che possiamo affrontare affidandoci alla volontà del Signore, con l’aiuto della fede che in questo mese sacro si rinnova. Insieme possiamo impegnarci ad accrescere la consapevolezza delle diversità culturali e religiose attraverso la promozione del Dialogo: è fondamentale per rafforzare la pace e la stabilità sociale. Non può esistere autentica fraternità senza rispetto per l’altro, per le sue idee, per le sue convinzioni e per il suo cammino di fede. È necessario costruire ponti tra le persone, incoraggiare la solidarietà e promuovere una cultura dell’incontro e della comprensione reciproca. Rinnoviamo il desiderio di proseguire e rafforzare la promozione di piccoli progetti condivisi, orientati alla costruzione del bene comune e con un’attenzione particolare verso i poveri e i più fragili, come i nostri insegnamenti religiosi ci sollecitano a fare…..” Il messaggio integrale lo si può trovare sul sito della Diocesi.

Durante il Ramadan, che durerà sino al 19 marzo,  i musulmani si astengono da ogni forma di cibo, bevanda, fumo e attività sessuale dall’alba (fajr) al tramonto (maghrib) ogni giorno. Prima dell’alba, i credenti consumano il suhoor, un pasto pre-digiuno, e al tramonto interrompono il digiuno con l’iftar, tradizionalmente iniziato con datteri e acqua, seguito da un pasto completo. Oltre al digiuno, i musulmani intensificano le preghiere e la recitazione del Corano.