Regione in allerta sulla crisi Gambro Vantive: Lega e Pd chiedono interventi urgenti

MILANO – La crisi che coinvolge Gambro‑Vantive di Medolla (Modena), storica realtà del biomedicale, sta generando forte preoccupazione istituzionale. La decisione del fondo proprietario Carlyle di voler cedere l’azienda ha aperto uno scenario incerto che tocca direttamente anche il territorio mantovano, dove risiedono molti dipendenti. Da qui le prese di posizione dei consiglieri regionali Alessandra Cappellari (Lega) e Marco Carra (Pd), entrambi impegnati a chiedere un coinvolgimento attivo della Regione Lombardia.

Cappellari: “Audizione urgente per tutelare i lavoratori mantovani”

La consigliera regionale della Lega Alessandra Cappellari ha annunciato di aver richiesto la calendarizzazione di un’audizione urgente in IV Commissione Attività produttive per affrontare il caso Gambro‑Vantive.

«L’azienda è un’eccellenza del biomedicale e impiega oltre 500 lavoratori, molti dei quali residenti nella provincia di Mantova» afferma Cappellari. «La volontà del fondo Carlyle di procedere alla vendita sta generando forte preoccupazione per il futuro occupazionale e produttivo. È una situazione che va seguita con la massima attenzione, vista la ricaduta diretta sul nostro territorio».

La richiesta della Lega prevede l’audizione del Sindaco di Poggio Rusco, dei vertici aziendali e delle rappresentanze sindacali, «per fare chiarezza sulle prospettive industriali e sulle garanzie per i lavoratori. L’obiettivo è difendere l’occupazione e tutelare una realtà strategica per il mantovano».

Carra: “La Lombardia sia parte attiva nel confronto con l’Emilia‑Romagna”

Sulla vicenda interviene anche il consigliere regionale del Pd Marco Carra, che ha presentato un’interrogazione all’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi chiedendo che la Lombardia partecipi al tavolo regionale aperto in Emilia‑Romagna.

«Esprimo solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici della Gambro e grande preoccupazione per una situazione complessa» dichiara Carra. «Mi attiverò affinché istituzioni e sindacati possano lavorare insieme per salvaguardare i posti di lavoro e le professionalità costruite negli anni. I sindaci del basso mantovano hanno il mio pieno sostegno per essersi mobilitati accanto ai colleghi emiliani».

Carra sottolinea come il distretto biomedicale modenese, confinante con la provincia di Mantova, impieghi numerosi lavoratori lombardi: «Se la Gambro dovesse chiudere, centinaia di persone rimarrebbero senza occupazione. Per questo la Regione Lombardia deve essere protagonista della battaglia a fianco dei lavoratori e parte attiva nel confronto con la proprietà».

Il consigliere dem auspica che si arrivi «a soluzioni positive per tutelare l’economia del basso mantovano e il futuro occupazionale dei dipendenti».