Rincaro carburanti: a Mantova nell’ultimo decennio chiusa quasi un’impresa su quattro

MANTOVA – Negli ultimi dieci anni, dal 2015 al 2025, il territorio mantovano ha perso 158 sedi di imprese attive dell’autotrasporto, con una variazione del -22,4%: in sostanza, quasi una su quattro ha chiuso. A dirlo è il report realizzato dalla Cgia di Mestre che analizza la crisi del caro gasolio per i tir, crisi che a livello italiano è costata complessivamente 2,1 miliardi di euro.

Un dato, quello mantovano, perfettamente in linea con quella che è la media italiana, che si assesta al -22,2%, ma con differenze evidenti a seconda dei territori. La Lombardia, che vanta un parco di 91.460 mezzi pesanti tra autocarri con massa e motrici per semirimorchi (primo posto in Italia), paga il prezzo più alto con un rincaro – da inizio crisi a oggi – pari a 257,9 milioni di euro.

Più in generale, negli ultimi 10 anni – si legge nello studio – lo stock complessivo delle imprese attive di autotrasporto presenti in Italia è diminuito di ben 19.241 unità. Se nel 2015 erano 86.590, nel 2025 sono scese a 67.349 (-22,2 per cento). A livello regionale le situazioni più critiche si sono verificate in Valle d’Aosta con una contrazione del 34,1 per cento (in valore assoluto pari a -29), nelle Marche del 33,4 (-1.062), nel Lazio del 32,5 (-2.238), in Friuli Venezia Giulia del 30,5 (-449) e in Sardegna del 30,2 (-722). Per contro, l’unica regione che può contare su un saldo positivo è il Trentino Alto Adige con il +12,1 per cento (+165).

A quasi tre mesi dallo scoppio della guerra in Iran, l’Ufficio studi della Cgia segnala che il prezzo del diesel alla pompa, impennatosi con il conflitto, è salito da un valore medio di 1,676 a 1,986 euro al litro: un aumento del 18,5%. Nonostante il taglio di 20 centesimi sulle accise introdotto dal governo il 19 marzo scorso, nelle prime dodici settimane di crisi, l’autotrasporto merci ha sostenuto un extra costo che, secondo una stima degli artigiani mestrini, si aggirerebbe attorno a 2,1 miliardi di euro. Una vera stangata. A livello regionale i rincari più importanti hanno riguardato la Lombardia con 257,9 milioni di euro, la Campania con 251,6 e la Sicilia con 232,2.

NIENTE SCIOPERO LUNEDì 25 MAGGIO

Se l’incontro di ieri con il Governo non fosse andato a buon fine, segnala la Cgia di Mestre, da lunedì oltre 740mila mezzi pesanti – o comunque la stragrande maggioranza – sarebbero rimasti fermi nei piazzali. Fortunatamente questo scenario è stato scongiurato, evitando il rischio di ritrovarci, nel giro di pochi giorni, con scaffali dei supermercati vuoti, consegne bloccate e aree di servizio senza carburante. In Italia il parco circolante conta quasi 741.500 mezzi pesanti (con massa superiore a 3,5 tonnellate). La ripartizione geografica con il più alto numero di immatricolazioni è il Mezzogiorno con 318.665 unità, seguono il Nord-Ovest con 151.557, il Nord-Est con 147.288 e il Centro con 122.912. A livello regionale, la maggiore concentrazione si registra in Lombardia (91.460 veicoli), seguita da Campania (89.230) e Sicilia (82.355)