CASTIGLIONE DELLE STIVIERE – «Liberi non si nasce, liberi si diventa». È attorno a questo concetto che il vescovo di Mantova, Marco Busca, ha costruito la sua riflessione dedicata a San Luigi Gonzaga, indicando nel santo castiglionese un esempio ancora attuale di libertà autentica, capace di mettere le scelte davanti alla passività e la sequela del Vangelo davanti al narcisismo e all’amor proprio.
Il messaggio è stato lanciato ieri pomeriggio nel Duomo di Castiglione delle Stiviere, gremito di fedeli e autorità cittadine, durante la Santa Messa pontificale celebrata in occasione della solennità di San Luigi Gonzaga e presieduta dal vescovo con la partecipazione del presbiterio diocesano.
La Messa si inserisce nel più ampio percorso dell‘Anno Aloisiano, con cui la Diocesi di Mantova sta commemorando i 300 anni dalla canonizzazione di San Luigi Gonzaga attraverso numerose iniziative dedicate alla riscoperta della sua figura. Una cornice speciale per la solennità del 21 giugno, data che ricorda la morte del santo avvenuta a Roma nel 1591, a soli 23 anni, dopo aver contratto la peste soccorrendo gli ammalati. Una ricorrenza che ogni anno richiama nella città natale del patrono mondiale della gioventù numerosi fedeli e che rappresenta il momento culminante delle celebrazioni aloisiane.
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Nel corso dell’omelia, monsignor Busca ha posto al centro la capacità di San Luigi di scegliere il cammino delle Beatitudini. «Queste sono un cammino di libertà. Liberi non si nasce, liberi si diventa e la libertà è ogni giorno una conquista, è il potere di far prevalere le scelte rispetto alla passività», ha affermato il presule. «Siamo liberi solo se scegliamo e tutti noi abbiamo il potere di scegliere, il potere di seguire il Signore, anche se questo spesso ci chiede la battaglia più forte, che è la rinuncia al nostro narcisismo e al nostro amor proprio». Secondo il vescovo, San Luigi aveva compreso molto presto quale fosse la direzione da seguire. «Aveva intuito che non era l’immagine effimera e vacua di sé quella che doveva inseguire, ma l’immagine di sé che aveva percepito stando sotto lo sguardo del Signore».
A metà del percorso dell’Anno Aloisiano, Busca ha poi condiviso alcune considerazioni maturate negli incontri svolti nelle diverse comunità della diocesi. Il primo aspetto emerso riguarda l’interiorità del santo, «che Luigi ha particolarmente coltivato». Il secondo è legato al suo rapporto con la famiglia. «La sua appartenenza a una famiglia non perfetta è la testimonianza che ciascuno di noi non è soltanto il frutto della genetica o della cultura. Non siamo il prodotto dei nostri genitori e del nostro ambiente, siamo molto di più».
Particolarmente significativo, ha osservato il vescovo, è stato anche l’interesse manifestato dagli adolescenti e dai preadolescenti nei confronti della morte del santo. «Mi ha molto colpito questa cosa perché oggi c’è una congiura del silenzio sulla morte, specie con i giovani. Mi ha colpito vedere questi ragazzi molto attenti nel cogliere come Luigi non sia stato passivo, non abbia subito la morte, ma l’abbia preparata e affrontata in maniera lucida, offrendo al meglio il tempo che gli era offerto per prepararsi all’incontro con Dio».
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Nella parte conclusiva dell’omelia, il vescovo ha sottolineato come la presenza spirituale di San Luigi continui ancora oggi a essere viva nel territorio. «Le tracce del santo e del suo carisma rimangono vive», ha affermato, ringraziando quanti si impegnano nella valorizzazione dei luoghi aloisiani e nella custodia della sua memoria.
Un ringraziamento è stato rivolto all’équipe pastorale, alla Fondazione San Luigi, ai sacerdoti di Castiglione e a tutti coloro che collaborano nella cura del santuario e nelle iniziative di approfondimento e culto. Infine, monsignor Busca ha evidenziato la vivacità culturale e spirituale nata attorno all’Anno Aloisiano: «Sono nati inni, canti, immagini, disegni, mostre, libri, scritti, riflessioni e conferenze dedicati a San Luigi. C’è un movimento che ha come unico scopo quello di onorare la figura del nostro San Luigi, che è santo della Chiesa universale».


















