Sanità Lombardia, Pd: “Sul possibile buco da 1,6 miliardi Bertolaso non dà risposte”

MILANO – Potrebbe esserci un buco da 1,6 miliardi di euro alla voce “sanità” nel prossimo bilancio regionale della Lombardia. E’ quanto emerso durante lo scorso consiglio regionale.
“Le rassicurazioni di Bertolaso sono già smentite dai fatti, a pochi giorni da quando ha parlato in Consiglio regionale martedì scorso. Avevamo purtroppo ragione noi a denunciare che la situazione è in realtà drammatica. Siamo davanti alla prospettiva di un possibile buco di 1,6 miliardi riguardante la spesa sanitaria” – spiega il consigliere regionale Pd, Marco Carra – “una conferma viene dal blocco delle assunzioni di medici e infermieri, che è un fatto grave, che riduce la capacità dei nostri ospedali, pesa sul personale già in forte difficoltà e, ancora una volta, ricade sui cittadini con l’allungamento delle liste d’attesa. Il presidente Fontana e l’assessore Bertolaso devono dire com’è davvero la situazione del buco nelle risorse per la sanità lombarda e come intendono porvi rimedio. Quello che non possono fare è fingere che il problema non esista”.
Era stato lo stesso Pd ad aver chiesto all’assessore al welfare Guido Bertolaso di riferire in Aula, cosa che è avvenuta martedì scorso.
“Siamo molto preoccupati – continua Carra – perché ci pare che le questioni che sono emerse in questi giorni, non siano state smentite. Le ripercussioni si faranno sentire nelle province lombarde, come Mantova, già in difficoltà per l’organico sottodimensionato dei reparti degli ospedali, e la difesa d’ufficio dell’assessore Bertolaso è totalmente infondata rispetto alle preoccupazioni di questi giorni. Ovviamente continueremo a chiedere massima trasparenza e un aggiornamento costante. È chiaro, poi, che tutto ciò si riflette anche su un altro aspetto, che è quello di un Paese nel quale la spesa sanitaria è sottofinanziata. E la destra che governa la Regione Lombardia – conclude il consigliere – dovrebbe, come facciamo noi, chiedere al governo di investire molto di più sulla sanità pubblica”.