Sindaci mantovani in allarme per il futuro della Gambro Vantive di Medolla

MEDOLLA (Modena) – Cresce la preoccupazione tra i sindaci mantovani per il futuro della Gambro Vantive di Medolla, azienda del distretto biomedicale modenese che occupa oltre 500 lavoratori, molti dei quali residenti nella provincia di Mantova.

Questa mattina i primi cittadini di Sermide e Felonica (Edoardo Maestri), Borgo Mantovano (Alberto Borsari), San Giovanni del Dosso (Angela Zibordi), Poggio Rusco (Fabio Zacchi), San Giacomo delle Segnate (Auro Codifava) e Quistello (Gloriana Dall’Oglio) hanno partecipato allo sciopero organizzato a sostegno dei dipendenti, unendosi ai colleghi modenesi.

La mobilitazione nasce dalle forti incertezze legate al processo di vendita del gruppo, controllato dal fondo statunitense Carlyle, che ha acceso timori su occupazione, investimenti e continuità produttiva. Il rischio di ripercussioni sul territorio mantovano è concreto, vista la presenza di numerosi lavoratori provenienti dalla Bassa.

Durante l’incontro convocato oggi dalla Regione Emilia-Romagna a Bologna, in viale Aldo Moro, erano presenti i rappresentanti dell’azienda, Confindustria Emilia, la Provincia di Modena, il sindaco di Medolla, le organizzazioni sindacali e le Rsa aziendali.

La giornata di sciopero è stata definita solo il primo passo di una mobilitazione che potrebbe proseguire nelle prossime settimane, qualora non arrivassero risposte chiare sul futuro dello stabilimento.

I sindaci mantovani hanno ribadito la necessità di tutelare i posti di lavoro e di garantire prospettive certe a un comparto strategico per l’economia locale, sottolineando l’urgenza di un confronto trasparente e di impegni concreti da parte della proprietà.