MANTOVA – Le spese obbligate continuano a pesare in modo significativo sui bilanci delle famiglie italiane. Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio, nel 2026 casa, energia, sanità, trasporti, carburanti e assicurazioni assorbono il 41,7% dei consumi complessivi, contro il 37% registrato trent’anni fa. Un aumento costante che riflette la dinamica dei prezzi: dal 1995 l’indice dei beni e servizi obbligati è cresciuto del 140%, con l’energia che segna un +211%.
In termini pro capite, le spese obbligate raggiungono quota 9.693 euro l’anno. L’abitazione rappresenta la voce più pesante (5.335 euro), seguita da assicurazioni e carburanti (2.310 euro) e dall’energia (1.829 euro). Una pressione che riduce lo spazio per i consumi discrezionali, modificando le scelte delle famiglie e la composizione del paniere.
«Lo spazio per i consumi liberi si è ristretto», osserva Lamberto Manzoli, presidente di Confcommercio Mantova. «Molti beni un tempo accessori, come smartphone e connessioni internet, sono diventati indispensabili, contribuendo a riorganizzare le priorità di spesa».
Nonostante il quadro complesso, il 2026 mostra segnali di recupero: crescono i consumi legati al tempo libero, alla ristorazione e ai viaggi (+1,9%), mentre resta più debole il comparto alimentare. Una dinamica che si riflette anche sul territorio mantovano.
«Una parte consistente del reddito familiare è assorbita da costi difficilmente comprimibili», sottolinea Nicola Dal Dosso, direttore di Confcommercio Mantova. «Restituire potere d’acquisto significa sostenere commercio, ristorazione, servizi e la vitalità dei centri urbani».
Dal Dosso evidenzia però la fragilità del recupero: «Il peso dei costi fissi continua a condizionare i bilanci, soprattutto per carburanti, energia e bollette. Serve intervenire su fiscalità e tariffe: liberare risorse significa rimetterle in circolo nell’economia reale, sostenendo domanda, investimenti e occupazione».


















