MANTOVA – Le Province di Mantova, Brescia e Verona uniscono le forze per contrastare il fenomeno dei raduni clandestini di auto elaborate, tornato al centro dell’attenzione dopo gli ultimi appuntamenti non autorizzati tra il Lago di Garda, l’Alto Mantovano e il Veronese. L’obiettivo è quello di rafforzare la collaborazione tra gli enti locali e chiedere al Parlamento un intervento normativo che metta a disposizione strumenti più efficaci per prevenire e reprimere le corse illegali e le manifestazioni abusive.
L’iniziativa arriva in seguito alle cosiddette “Illegal Night”, eventi che nei giorni scorsi hanno richiamato centinaia di appassionati anche nel Mantovano, molti dei quali provenienti anche dall’estero, in particolare da Germania, Austria, Slovenia e Croazia. Raduni che hanno provocato disagi ai residenti e sollevato preoccupazioni sul fronte della sicurezza stradale, riaccendendo il confronto tra amministratori e forze dell’ordine. A promuovere l’azione congiunta sono i presidenti delle Province di Mantova, Carlo Bottani, di Brescia, Emanuele Moraschini, e di Verona, Flavio Pasini. All’iniziativa ha espresso il proprio sostegno anche la Regione Veneto.
Tra i temi evidenziati dagli amministratori c’è la necessità di tutelare territori a forte vocazione turistica. Il presidente della Provincia di Verona, Flavio Pasini, ha sottolineato come questi raduni abusivi finiscano per danneggiare l’immagine delle località coinvolte, evidenziando inoltre la differenza tra i rigidi adempimenti richiesti agli organizzatori di eventi autorizzati e l’assenza di regole che caratterizza le manifestazioni clandestine.
Sulla stessa linea il presidente della Provincia di Brescia, Emanuele Moraschini, che ha richiamato l’attenzione sul tema della sicurezza. «Nel nostro territorio registriamo già un tasso di incidentalità tra i più elevati d’Italia. Organizzare gare prive di qualsiasi fondamento di sicurezza è un comportamento irresponsabile, che mette a rischio non solo i partecipanti ma anche il numeroso pubblico presente», ha dichiarato. Moraschini ha poi ribadito la necessità di fermare iniziative che gli stessi promotori definiscono “illegal”. «Per l’infinito elenco di violazioni del Codice della strada, oltre che del buon senso, vanno fermati, senza “se” e senza “ma”», ha aggiunto.
Infine, il presidente della Provincia di Brescia ha proposto l’apertura di un tavolo di confronto con le amministrazioni interessate e con le istituzioni competenti per mettere a punto un’azione condivisa, finalizzata a prevenire nuovi raduni clandestini e a rafforzare la sicurezza sulle strade.

















