SUZZARA – Il Referente di Futuro Nazionale – Comitato costituente Suzzara 1555, Guido Andrea Zanini, torna a sollevare dubbi e responsabilità dopo il grave incidente del 21 luglio 2026 all’incrocio tra via Marconi, via Curtatone e Montanara e via Pasolini, da tempo considerato uno dei punti più critici della viabilità suzzarese.
Zanini ricorda che nell’aprile 2025 aveva presentato al Sindaco un’istanza dettagliata per segnalare la pericolosità del crocevia, proponendo interventi concreti: allineamento degli stop, allora posti a distanze diverse dal centro dell’incrocio; revisione della sincronizzazione semaforica, installazione di specchi stradali, sorveglianza tramite telecamere
La risposta del Sindaco, nel maggio 2025, aveva escluso l’allineamento degli stop, annunciato la revisione dei tempi semaforici, definito gli specchi stradali come “possibilità estrema” e confermato che le telecamere erano in programmazione.
Il sopralluogo dopo l’incidente del 21 luglio 2026
Dopo il ribaltamento di una vettura – con intervento di ambulanza e Vigili del Fuoco – Zanini si è recato sul posto, riscontrando elementi che sollevano interrogativi pesanti:
“Il semaforo risulta danneggiato proprio nel punto da cui sarebbe arrivato il veicolo che ha “saltato lo stop”, la luce rossa centrale non è visibile per chi proviene da via Marconi., la luce rossa laterale è parzialmente oscurata dalla vegetazione di un’abitazione”.
Da qui una serie di domande che Zanini pone pubblicamente all’Amministrazione: nessun mezzo comunale è passato dall’incrocio? Perché nessuno ha segnalato il semaforo malfunzionante? Perché non è stato disposto un presidio della Polizia Locale?, Perché mancava segnaletica di avviso? Perché non è stata rimossa la vegetazione che oscura il semaforo?
Zanini solleva anche un tema più ampio: nei numerosi sinistri avvenuti negli anni, potrebbe esistere un concorso di responsabilità dell’Ente?
La posizione di Zanini
«Dopo il sinistro mortale del 2001 – afferma Zanini – cosa aspettiamo? Che ci scappi un altro morto? Questo incrocio è noto da anni per la sua pericolosità. Se il semaforo non era visibile e nessuno ha predisposto misure di sicurezza, è legittimo chiedersi se il Comune abbia fatto davvero tutto il possibile per prevenire l’ennesimo incidente.»















