MANTOVA – Una delegazione di Confagricoltura Mantova, guidata dal Presidente Alberto Cortesi, sarà presente giovedì a Bruxelles alla grande manifestazione europea “in difesa dell’agricoltura”. Con oltre 10mila partecipanti attesi da tutta l’Unione, l’iniziativa si annuncia come la più imponente mobilitazione del settore degli ultimi dieci anni.
Al centro della protesta c’è la proposta di riduzione delle risorse destinate alla Politica agricola comune: secondo la bozza della nuova Pac, i tagli supererebbero il 20%, andando ad aggiungersi alle riduzioni già operate negli anni precedenti. Una prospettiva che Confagricoltura giudica inaccettabile e potenzialmente devastante per il futuro del comparto primario europeo. “Partecipiamo con orgoglio e con fiducia per far sentire, in modo compatto, la voce degli agricoltori europei – spiega Cortesi –. Non chiediamo sussidi, ma investimenti adeguati per garantire sicurezza alimentare e competitività sui mercati globali a tutti gli Stati membri”.
Secondo Confagricoltura, ulteriori tagli all’agricoltura in una fase storica segnata da instabilità geopolitica, conflitti e tensioni commerciali dimostrerebbero una mancanza di visione strategica. “Ridurre oggi le risorse al settore significa mettere a rischio la sua stessa sopravvivenza in Europa – sottolinea il presidente mantovano –. Senza politiche adeguate ai tempi e alle nuove sfide internazionali, tra dieci anni l’agricoltura europea potrebbe non essere più in grado di reggere il mercato”. Insieme al Copa-Cogeca, l’organizzazione che riunisce agricoltori e cooperative agricole a livello comunitario, Confagricoltura chiede alla Commissione europea una politica agricola realmente unitaria, sostenuta da un budget adeguato, da una forte riduzione della burocrazia e da una visione orientata alla crescita.
Per l’associazione, le risorse previste per la prossima Pac non sono sufficienti, le tutele del mercato europeo risultano inefficaci rispetto alla concorrenza dei prodotti extra Ue e le misure annunciate non affrontano in modo deciso i nodi della produttività, della competitività e dell’innovazione. Un quadro che, se non corretto, rischia di indebolire l’intero sistema agricolo europeo, con ricadute dirette anche su territori fortemente vocati come quello mantovano.














