Trasporto pubblico, allarme Filt Cgil: “fondo dimezzato, aziende in crisi, servizi a rischio”

MANTOVA – Il ripristino integrale del Fondo Nazionale Trasporti: è quanto chiede al Governo la Filt Cgil per scongiurare aumenti delle tariffe o la soppressione delle corse.
“La crisi del trasporto pubblico locale è legata a diversi fattori, dal caro carburanti fino al mancato finanziamento del Fondo Nazionale Trasporti – spiega Sandro Anteini, della segreteria Filt Cgil Mantova – quello che ci preoccupa a livello locale riflette una situazione nazionale, con aziende in forte difficoltà”.
Il nodo principale resta proprio il Fondo Nazionale Trasporti, da cui attingono tutte le regioni, ad eccezione di quelle a statuto speciale. “È sempre stato di 7 miliardi di euro; 8 miliardi sarebbe stato l’ottimale, ma con 7 si riusciva comunque a sostenere il sistema. Quest’anno, invece, è sceso a 4 miliardi. Ed è qui che iniziano i problemi”.

“Siamo di fronte al caro carburanti – prosegue Anteini – ai costi dei ricambi e delle manutenzioni, in alcuni casi triplicati. Se poi si aggiungono un fondo ridotto, il mancato adeguamento Istat e la mancata anticipazione delle risorse, che dovevano essere erogate a gennaio, la situazione diventa critica, con aziende sul lastrico. Per quanto riguarda il nostro territorio, Regione Lombardia ha tagliato 25,7 milioni destinati al trasporto pubblico”.

A preoccupare sono anche i livelli essenziali di servizio, che rischiano di essere compromessi, a danno di un servizio considerato fondamentale per il capoluogo e la provincia. A questo si aggiunge l’ultima tranche del contratto nazionale autoferrotranvieri/internavigatori. “Parliamo di 100 euro che dovrebbero arrivare ad agosto 2026 – spiega Anteini – ma, poiché le aziende hanno anticipato i costi del contratto e non hanno ancora ricevuto i fondi governativi previsti da gennaio, c’è il rischio di ripercussioni sulle retribuzioni e sulla contrattazione di secondo livello”.

Il trasporto pubblico soffre inoltre da tempo di una carenza di autisti e operatori meccanici, conseguenza anche del mancato interesse del Governo su questa problematica, legata all’assenza di un aggiornamento normativo e della classificazione del personale in ingresso. “Per quanto riguarda la sicurezza del personale viaggiante e di front-line – aggiunge Anteini – è stata bocciata la norma specifica di settore nel Decreto Sicurezza”.

“In un momento in cui il trasporto pubblico potrebbe essere decisivo per ridurre l’uso del mezzo privato, abbattere i consumi di carburante e migliorare la qualità dell’aria, questa situazione mette in difficoltà aziende, Regioni, sindaci e amministratori locali, che si troveranno costretti ad aumentare le tariffe e ridurre le corse – conclude Anteini –. Per questo chiediamo il ripristino integrale del Fondo Nazionale Trasporti: solo così si potranno evitare aumenti e tagli al servizio e garantire le risorse necessarie anche per coprire i 100 euro previsti dai contratti. Garantire il trasporto pubblico non è solo una questione economica, ma anche sociale”.

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