“Un romanzo del Rinascimento”: Pasetti racconta Alberto Pio, signore di Carpi

MANTOVA – Un protagonista di quel Rinascimento che a Mantova conosciamo meno, perché collocato subito al di fuori dei confini gonzagheschi. E’ Alberto Pio, signore di Carpi a cavallo tra il Quattrocento e il Cinquecento, protagonista del nuovo romanzo del presidente della Fondazione Palazzo Te Giovanni Pasetti “Un romanzo del Rinascimento” (Voce Edizioni), presentato nel tardo pomeriggio nella Sala dei Cavalli alla presenza dell’autore, del giornalista Stefano Scansani e dell’editore Maurizio Marinelli.

Ma come nasce l’interesse di Pasetti per questa figura, e in che modo parla al presente? “Me n’ero occupato – spiega – molto tempo fa, da un punto di vista saggistico, trattando di Giovanni Pico della Mirandola per un mio scritto. Alberto è suo nipote e probabilmente collaborarono insieme, anche se Giovanni Pico della Mirandola era un po’ più vecchio di lui. Parla molto al presente perché è un principe senza terra. E’ un politico raffinato ma che dovette vivere in un’epoca molto particolare e contrastata. Inoltre parla al nostro tempo perché lui, essendo allievo di Aldo Manuzio, è all’origine della prima grande operazione editoriale moderna con l’avviamento della tipografia veneziana di Manuzio stesso, che egli contribuì anche ad aiutare in modo sostanzioso ed economico”.

Alberto Pio ha avuto legami con Mantova? “Certo – ribatte Giovanni Pasetti – sua madre in seconde nozze sposò Rodolfo Gonzaga, uno dei figli di Ludovico Gonzaga che morì nella battaglia di Fornovo, valorosamente. E quindi lì rimase legato. Poi in generale i Pico e i Pio hanno una serie di parentele con i Gonzaga”. Il romanzo di Pasetti, declinato in prima persona con la statua di Alberto Pio, oggi ospitata al Louvre, che prende vita e ne racconta la vita, si snoda fra guerre, intrighi, diplomazia e bellezza, dipanando la storia di un principe emblema del passato e, forse, del futuro.