Viadana, timori per la manifestazione studentesca del 29 ottobre: appelli per prevenire disordini

VIADANA – Cresce la tensione a Viadana in vista della manifestazione studentesca in programma per giovedì 29 ottobre e che potrebbe vedere la partecipazione di giovani provenienti anche da fuori provincia. Sulla scia delle recenti tensioni registrate nelle ultime settimane a Milano, Torino, Bologna e nella vicina Guastalla, tra i residenti e gli operatori locali c’è apprensione per il rischio che possano verificarsi analoghi episodi di disordine e violenza. A destare attenzione sono la mobilitazione in corso sulle chat di messaggistica e la notizia della partecipazione di alcuni ragazzi viadanesi ai recenti cortei nel Reggiano.

Arces, l’appello alle famiglie: «Accompagnate i vostri figli a scuola»

Sulla questione è intervenuto Giuseppe Guarino, presidente dell’associazione Arces che ha rivolto un appello alle famiglie degli studenti degli istituti cittadini con l’obiettivo di prevenire qualsiasi criticità: “Il 29 ottobre vi preghiamo di accompagnare o riprendere di persona i vostri figli a scuola. Sappiamo che gli studenti stanno organizzando una manifestazione con coetanei di diverse province. Dimostriamo insieme che è possibile esprimere le proprie idee e manifestare in modo del tutto pacifico, senza alcuna forma di violenza”. Guarino ha ribadito come l’intento dell’associazione non sia quello di limitare il diritto di protesta, ma di promuovere un dissenso responsabile.

Sanfelice, la preside richiama alle responsabilità e invita al dialogo

Sul tema ha preso posizione anche la dirigente scolastica dell’Istituto “Ettore Sanfelice“, Michela Dall’Asta, con una lettera aperta indirizzata a studenti, famiglie e personale. “I ragazzi sono naturalmente portati all’entusiasmo e al desiderio di far sentire la propria voce, ma li invito a una riflessione profonda, critica e matura sulle forme della protesta. Interrompere un pubblico servizio, danneggiare beni della collettività, impedire l’ingresso in classe o occupare gli spazi scolastici non sono semplici espressioni di dissenso: sono atti che comportano precise responsabilità civili e penali, oltre a severe sanzioni disciplinari. La dirigente ha concluso rinnovando la disponibilità dell’istituto al dialogo: “Se ci sono problematiche o proposte di miglioramento, la porta della Presidenza e dei docenti è e sarà sempre aperta. La vera maturità civile consiste nel saper costruire un dialogo fermo e argomentato. Invito a utilizzare i canali democratici già esistenti, come le assemblee e il Consiglio di Istituto, senza lasciarsi trascinare da slogan facili o da azioni impulsive».