(Adnkronos) – ‘Gareggiando a fare i puri, troverai sempre uno più puro che ti epura’. La celebre frase attribuita al socialista Pietro Nenni, da qualche giorno gira per i corridoi del Comune di Agrigento, ma anche per le strade. Da quando è scoppiata la grana che vede al centro dell’attenzione il vicesindaco Giovanni Crosta. La sua ‘colpa’? Quella di avere ereditato dal padre una casa abusiva, che aspetta da decenni di essere sanata. Una condizione che per il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera è incompatibile con la carica di vicesindaco. E così ne ha chiesto le dimissioni. Perché, pur riconoscendo che l’abusivismo non è imputabile al vicesindaco, il movimento contesta “le sue dichiarazioni iniziali sul fatto che l’edificio fosse del tutto disabitato, affermazioni poi smentite dall’uso saltuario dell’immobile in alcune festività”. Crosta si difende denunciando una “campagna mediatica di estrema violenza” e spiegando a chi lo incontra che sulla casa pende una richiesta di sanatoria fin dal 1985.
Ma Controcorrente ha sollevato un problema “di opportunità politica circa la permanenza in giunta di un assessore con una pratica di sanatoria pendente presso lo stesso ente che amministra”. Ieri, il sindaco Michele Sodano, di Controcorrente, eletto con il 72 per cento dei voti per il centrosinistra, ha preso tempo. E ha detto: “Chi eredita una casa costruita dal padre, sulla quale pende un’istanza di sanatoria presentata oltre quarant’anni fa non può per questo essere considerato una persona di dubbia integrità morale”. Sodano ricorda che a Crosta non è contestato “alcun reato, né alcuna ipotesi di reato”, respingendo gli attacchi sul fronte amministrativo: “Crosta – ha aggiunto – non è un amico da difendere. È, invece, uno dei migliori amministratori che Agrigento abbia avuto, un lavoratore instancabile. Perdere un amministratore di questo valore rappresenterebbe una grave sconfitta per la nostra città”. Sodano annuncia un confronto interno. “Su questa vicenda – dice – ascolterò tutti, valuterò tutti gli elementi e, come sindaco, assumerò le decisioni che competono alla mia responsabilità, nell’esclusivo interesse della città e nel pieno rispetto della legalità”.
Intanto, contattato dall’Adnkronos, prende posizione anche il neo acquisto di La Vardera in Controcorrente, l’ex Procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, che oggi è avvocato penalista. “Senza entrare nel merito della vicenda che sta trattando direttamente Ismaele La Vardera, che la conosce sicuramente meglio di me, è chiaro che Controcorrente, certamente, mette la coerenza al centro delle sue priorità e, quindi, sono certo che, senza ciechi giustizialismi ma senza facili ‘perdonismi’, si troverà la strada migliore”, dice. Alla domanda se sta con il sindaco Michele Sodano, che ha preso tempo per decidere, o con La Vardera, che ha subito chiesto le dimissioni di Crosta, Ingroia dice: “Per istinto e per convinzione sto con La Vardera, però ho grande stima del sindaco di Agrigento. Non credo che ci siano contrasti e contrapposizioni tra l’uno e l’altro, però La Vardera lo conosco da vent’anni e Sodano lo conosco da qualche settimana”. Ma come finirà questa vicenda? “Nel migliore dei modi, si troverà la migliore sintesi…”. “Ho detto che in ogni cosa occorre equilibrio, giusta l’intransigenza e l’etica morale, però quando la responsabilità sono personali, non quando le responsabilità provengono da terzi”.
Intanto da ieri c’è anche una grande mobilitazione social ad Agrigento. Su Change.org è comparsa persino una petizione per chiedere che resti vicesindaco di Agrigento. L’iniziativa, promossa da un suo amico, Fabio Pecoraro, con il titolo “Difendiamo Giovanni Crosta come vicesindaco di Agrigento”, ha già raccolto oltre 320 firme e punta ad arrivare a quota 500.
















