(Adnkronos) – “Cara Schlein, nel caso dovessi vincere tu le primarie, dobbiamo dirlo prima: garanzie politiche, perché sennò il Movimento non ci sta. Se vincessi io le primarie, le garanzie politiche le darò io”. Così Giuseppe Conte ad ‘Accordi e disaccordi’ sul Nove, tornando a parlare di Matteo Renzi nel centrosinistra.
“La politica del veto, dicendo che una persona, un soggetto, un politico è inaffidabile, è una politica che a me non piace perché diventa un fatto personale, una rivalità che ci fa scader tutti”, ma la presenza di Renzi in coalizione “per me tra l’altro è un costo politico, perché l’ho detto anche chiaramente: Renzi rischia, alla mia comunità, di depotenziare in termini anche elettorali”, ha detto Conte, spiegando che “nessuno può prevedere, ma anche per altri soggetti, se ci sarà domani uno scarto e cioè la voglia di fare la propria convenienza politica o personale e di rompere un governo. E’ successo anche quando non c’era Renzi nel centrosinistra in passato. Dobbiamo adottare contromisure per cui nessuno possa scartare”.
“Ieri abbiamo chiarito che il Paese non può attendere, chiede risposte, chiede misure alternative, è stanco di questo governo, di quattro anni di governo Meloni. Siamo tutti d’accordo che un mese al massimo sarà utile per avere un progetto condiviso di base, un programma condiviso e poi ci sono queste primarie da fare. Farle entro febbraio significa anche agli inizi febbraio. Non possiamo attendere – ha scandito – non possiamo dare vantaggio a Meloni di continuare a parlare, grazie anche a un sistema mediatico che direttamente e indirettamente controllano con voce unica”.
Quanto ai candidati, “le primarie sono un esercizio democratico, se fossero chiuse non sarebbero primarie. Chi sono io, ma vorrei aggiungere anche Elly Schlein, per dire quanti sono i candidati?”, ha affermato il leader M5S.
“Noi – ha spiegato ancora – ci presenteremo e ci confronteremo in questi tavoli del programma” del centrosinistra “con 20 punti”. Anche il reddito di cittadinanza? “Certo che sì”, ha risposto Conte.
A proposito della patrimoniale, ha chiarito, “io non voglio fare una tassa, una tantum, perché non ci vuole nulla, non c’è nessun coraggio. Io voglio esprimere una visione e una prospettiva molto più coraggiosa. L’abbiamo studiata, la porteremo al tavolo. Noi dobbiamo contrastare la speculazione finanziaria, ma non comprimere e deprimere l’economia reale che è già depressa”.
Poi l’Ucraina. “C’è molta ipocrisia, non stiamo mandando neanche più le armi, neppure l’Italia, da un anno. Adesso hanno difficoltà a fare un nuovo decreto. E non si vogliono sedere al tavolo negoziale perché tutti a parole, addirittura nell’Unione europea, stanno litigando e non trovano nell’imbarazzo totale un negoziatore. Ma trovare un negoziatore non è che è risolto il problema perché non è mica un fantoccio che mandi lì per rasserenare le opinioni pubbliche. Per noi, per me, per il mio Movimento e per tutti coloro che mi fermano per strada porre fine a questa guerra è una priorità”, ha ribadito Conte.
“Se c’è qualcuno all’interno dell’Unione europea che ritiene che assolutamente dobbiamo ritornare allo status precedente all’aggressione e dobbiamo ottenere una vittoria su tutti i punti, un trattato di pace non si farà mai – ha sottolineato – Dobbiamo contemperare gli interessi in gioco, difendere, perché noi siamo da questo lato, gli interessi della popolazione ucraina però, ad esempio, dobbiamo anche dire che è stata una follia non rassicurare la Russia sul fatto che l’Ucraina sarebbe stata fuori in prospettiva anche dalla Nato”.


















