Hormuz chiuso ancora: escalation dopo i bombardamenti in Libano

TEHERAN (IRAN) – La crisi attorno allo Stretto di Hormuz entra in una fase più incerta, con Teheran che annuncia la chiusura dell’area strategica denunciando la violazione dell’accordo dopo i raid israeliani in Libano. Una mossa immediatamente ridimensionata da Washington: il vicepresidente Vance ha dichiarato che “non ci sono prove” a sostegno delle accuse iraniane, invitando alla prudenza.

Nel frattempo i Pasdaran hanno diffuso un avvertimento diretto alle imbarcazioni civili e commerciali: non avvicinarsi alla zona, perché la loro sicurezza “potrebbe essere messa a rischio”. Un messaggio che aumenta la pressione su una delle rotte marittime più delicate al mondo.

Da Teheran, il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baqaei ha parlato di una violazione “del primo punto dell’accordo”, sostenendo che l’intero memorandum rischia di entrare in crisi se non verranno adottate “misure immediate” da parte statunitense. La delegazione iraniana è già in viaggio verso la Svizzera, dove – secondo i media locali – sarebbero arrivati anche gli inviati americani per tentare di riaprire il dialogo.

Vance ha confermato che parteciperà ai colloqui “nei prossimi giorni”, con la possibilità che i negoziati riprendano già domani. Teheran, dal canto suo, intende chiedere chiarimenti e garanzie sull’attuazione degli impegni previsti dal memorandum.

Sul terreno, intanto, la situazione resta drammatica. I media libanesi riferiscono di almeno 32 vittime nei raid israeliani condotti dall’alba in diverse aree del Paese, nonostante il cessate il fuoco con Hezbollah teoricamente in vigore. L’Iran condanna gli attacchi e accusa gli Stati Uniti di essere “direttamente responsabili” della violazione dell’intesa.

(Adnkronos)