(Adnkronos) – Parma si prepara a diventare la Capitale Europea dei Giovani 2027, il riconoscimento conferito annualmente dallo European Youth Forum alle città che si distinguono per la capacità di coinvolgere le nuove generazioni nei processi democratici, sociali ed economici. Il progetto è stato presentato oggi, 17 settembre, a Milano dal Sindaco di Parma, Michele Guerra e dalla presidente del Comitato Parma European Youth Capital 2027, Emma Nicolazzi Bonati. Il percorso accompagnerà Parma fino al 2027, quando la città diventerà il punto di riferimento europeo per il confronto sui grandi temi che riguardano le nuove generazioni: partecipazione, sostenibilità, inclusione, benessere e innovazione sociale. In occasione del lancio nazionale è stata presentata anche una survey realizzata con AstraRicerche su oltre 2.000 giovani europei, che restituisce un quadro tanto incoraggiante quanto sfidante: quasi 8 giovani su 10 partecipano alla vita pubblica, ma solo 4 su 10 si sentono realmente ascoltati dalle istituzioni. È in questo contesto che Parma propone un modello di governance fondato sul coinvolgimento strutturato delle nuove generazioni, attraverso strumenti come lo Youth Test e il Consiglio Locale dei Giovani. Primo comune in Europa ad adottare formalmente la valutazione d’impatto generazionale, a Parma ogni decisione amministrativa viene sottoposta allo strumento dello ‘Youth Test’, per verificare in anticipo se l’atto favorisce o danneggia l’autonomia, il lavoro, l’accesso alla casa o il benessere delle nuove generazioni. Come se non bastasse, nel capoluogo emiliano c’è un Consiglio Locale dei Giovani nato grazie al percorso di candidatura e che rappresenta le organizzazioni giovanili del territorio.
“Per Parma il riconoscimento di Capitale Europea dei Giovani rappresenta l’opportunità di trasformare la città in un laboratorio europeo di innovazione civica, sperimentando modelli di governance in cui i giovani partecipino concretamente alla definizione delle politiche pubbliche e contribuiscano ad affrontare le principali sfide del presente – ha affermato Michele Guerra, sindaco di Parma – Il dovere della buona politica è attivare canali strutturali affinché il pensiero dei giovani modifichi l’azione pubblica quotidiana. Solo restituendo centralità alle nuove generazioni la politica e la democrazia torneranno a essere percepite come strumenti utili e credibili. A Parma abbiamo introdotto lo Youth Test proprio per questo: ogni scelta amministrativa deve misurarsi con l’impatto che avrà sui giovani. Abbiamo il dovere di ascoltarli e di integrare la loro visione nelle nostre delibere”. Per Emma Nicolazzi Bonati, presidente del Comitato per Parma Capitale Europea dei Giovani 2027 “il ruolo dei giovani assume ben altri connotati se cambia il loro ruolo nella società. E perché questo avvenga, occorre modificare il modello culturale dominante. Per contare davvero nella politica di domani, dobbiamo riappropriarci dei luoghi di aggregazione e del pensiero critico, dimostrando che il futuro non si subisce, si costruisce. Parma EYC27 – aggiunge – nasce proprio con questa ambizione: trasformare la città in uno spazio europeo di partecipazione, sostenibilità e inclusione generazionale. Siamo stati noi ragazzi a scegliere i temi da inserire nel dossier di candidatura e a decidere quali progetti portare avanti, declinare diversamente o scartare. Il nostro ruolo, oggi e in futuro, deve basarsi sulla forza dei valori. Abbiamo una vocazione intrinsecamente europea: per la mia generazione l’Europa è l’unico orizzonte possibile, una storia ancora da scrivere e da proteggere dalle derive autoritarie”.
Sul terreno della formazione, questa visione trova una delle sue traduzioni più concrete grazie al contributo dell’Università di Parma e alle Academies pensate per trasformare conoscenza, partecipazione e pensiero critico in strumenti di cambiamento: “Le Academies sono dodici percorsi formativi ideati dall’Università di Parma, in collaborazione con la città e con una rete di partner nazionali ed europei. Nella varietà dei temi e degli approcci, muovono tutte dalla medesima convinzione: la conoscenza non serve soltanto a comprendere la realtà, ma a dare forma a nuove possibilità. Nel 2027 l’Università di Parma si fa così laboratorio di una politica trasformativa destinata a durare oltre l’anno della Capitale. Le Academies sperimentano nuovi modelli formativi perché entrino stabilmente nel patrimonio dell’Ateneo e rafforzino il ruolo di UniPR come presidio di innovazione, radicato nella città e proiettato nel futuro europeo.” afferma Isotta Piazza, Prorettrice dell’Università degli Studi di Parma. Per un intero anno Parma diventerà una grande Piazza europea delle nuove generazioni: uno spazio aperto di confronto, sperimentazione e partecipazione in cui giovani, istituzioni, imprese, università e società civile saranno chiamati a costruire insieme risposte alle grandi sfide del presente. L’architettura del progetto si sviluppa attraverso 4 Vie della Trasformazione, ispirate agli Youth Goals dell’Unione Europea – Partecipazione, Benessere, Sostenibilità e Inclusione – e 8 Piazze tematiche, luoghi fisici e concettuali dedicati alla sperimentazione, al dialogo e alla progettazione condivisa.
Dall’Agorà Contemporanea alla Rigenerazione e l’Abitare, dalla Piazza del Cibo alla Piazza della Bellezza, fino allo Sport Inclusivo, alle Botteghe del Futuro, al Disarmo Climatico e all’Educazione Aperta: ogni Piazza rappresenterà un laboratorio in cui trasformare idee e bisogni delle nuove generazioni in progetti concreti. Per comprendere quanto questo modello risponda alle aspettative delle nuove generazioni europee, il Comitato ha commissionato alla società demoscopica AstraRicerche un’indagine internazionale su oltre 2.000 persone tra i 18 e i 34 anni residenti in Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Lo studio fotografa il loro punto di vista sui grandi temi dell’agenda europea: dalla partecipazione civica alla fiducia nelle istituzioni, dalla qualità della vita al lavoro, fino al senso di appartenenza all’Europa. Per anni si è sostenuto che i giovani fossero distanti dalla politica. La ricerca restituisce una prospettiva diversa: a essere percepite come lontane sono soprattutto le istituzioni. Solo 4 giovani su 10 (40,5%) ritengono che Parlamento, Governo ed enti locali tengano adeguatamente conto delle loro idee e dei loro valori. Il senso di rappresentanza è particolarmente debole tra le donne, fermandosi al 34%, rispetto al 47% rilevato tra gli uomini. La fiducia nei diversi livelli istituzionali rimane complessivamente contenuta. Il Governo nazionale raccoglie valutazioni positive da appena il 24,3% del campione: Italia, Spagna, Francia e Germania presentano risultati sostanzialmente allineati, mentre il Regno Unito si distingue, attestandosi intorno al 32%. Più elevata, seppure ancora minoritaria, è la fiducia nell’Unione Europea, che raggiunge il 31,4%. In questo ambito l’Italia si attesta al 33%, superando Francia e Germania. Le amministrazioni locali ottengono complessivamente il risultato migliore, con una media del 33,8%, ma il quadro varia sensibilmente da Paese a Paese. In Italia, la fiducia nei governi locali si ferma al 29%, decisamente al di sotto della media.
Questa distanza alimenta una diffusa sfiducia nella democrazia e nelle istituzioni, indicata dal 38,8% del campione e particolarmente marcata in Italia, dove raggiunge il 46%. A ciò si aggiunge la sensazione di non contare nulla, condivisa dal 37% degli intervistati e avvertita con maggiore intensità dalle donne e dalla fascia tra i 26 e i 34 anni. Le nuove generazioni, dunque, non chiedono soltanto maggiori occasioni per esprimersi: chiedono che la loro voce venga ascoltata e sia in grado di produrre effetti concreti. Tuttavia, i giovani dei cinque principali Paesi europei non sono affatto passivi. Quasi 8 su 10 (78,5%) hanno svolto almeno un’azione di partecipazione pubblica nell’ultimo anno, una quota che in Italia raggiunge l’81%, il valore più elevato tra i Paesi analizzati. La forma di coinvolgimento più diffusa resta il voto, indicato dal 51,3% degli intervistati. Anche in questo caso l’Italia si distingue nettamente: ha partecipato a elezioni locali o nazionali, referendum o altre consultazioni il 61% dei giovani, contro percentuali comprese tra il 47% e il 52% negli altri Paesi. In generale, la partecipazione elettorale aumenta sensibilmente con l’età, passando dal 47% tra i 18 e i 25 anni al 55% nella fascia 26-34 anni. Tra le altre forme di coinvolgimento emerge l’attivismo online, praticato da 3 giovani su 10 (30,4%) e più diffuso tra le donne, con il 33%, rispetto agli uomini, fermi al 27%. Più contenuta, ma comunque significativa, è la partecipazione a processi strutturati come assemblee e forum, che in Italia si attesta intorno al 15-16%, tra i livelli più elevati rilevati. Il volontariato coinvolge invece circa una persona su quattro (24,8%), con differenze marcate tra i Paesi: si passa dal 17% della Spagna al 31% del Regno Unito, mentre l’Italia si colloca entro la media. Emerge quindi un quadro chiaro: la vera sfida non è convincere i giovani a partecipare, ma creare le condizioni perché questa energia possa tradursi in un impatto reale sulle politiche pubbliche.
La ricerca non si limita a evidenziare un problema ma indica anche le soluzioni. Ed è significativo che molte di queste coincidano con gli strumenti che Parma sta già sperimentando. Tra gli strumenti che renderebbero la partecipazione giovanile più efficace nelle politiche pubbliche, circa 3 giovani su 10 (31,2%), segnalano l’importanza di un percorso di formazione scolastica mirato a promuovere la cittadinanza attiva, affiancato dalla trasformazione e rigenerazione delle città e degli spazi urbani (28,9%). Un intervistato su 5 (21,6%) ritiene molto importante la creazione di ‘Consigli dei giovani’ – sul modello del Comune di Parma – ovvero gruppi organizzati che vengano ascoltati dai decisori politici. A seguire indicano i processi partecipativi digitali tramite piattaforme online o social media (19,2%). Appena al di sotto si colloca l’indicazione delle assemblee cittadine volte a favorire la partecipazione e il contributo dei giovani (16,3%). Se da un lato emerge una diffusa sfiducia verso le istituzioni, dall’altro la ricerca restituisce un dato incoraggiante: quasi 7 giovani europei su 10 (69,2%) ritengono di poter incidere concretamente sulle politiche pubbliche. Un dato che in Italia raggiunge il 76%, il valore più elevato tra i cinque Paesi analizzati. La convinzione che il cambiamento sia possibile si accompagna anche alla richiesta di una maggiore rappresentanza: il 42,8% degli intervistati ritiene infatti che una presenza più significativa delle nuove generazioni nelle istituzioni contribuirebbe a migliorare la qualità della democrazia. Ne emerge il ritratto di una generazione che non rinuncia a partecipare né a incidere sul proprio futuro. Più che nuove promesse, i giovani chiedono luoghi, strumenti e responsabilità per trasformare il proprio impegno in un cambiamento concreto.
“Il Gruppo Barilla esprime grande soddisfazione ed entusiasmo nel sostenere il percorso di Parma Capitale Europea dei Giovani 2027, nella convinzione che questo importante appuntamento possa rappresentare un’opportunità straordinaria per offrire alle nuove generazioni nuove prospettive di crescita, dalla cultura alla formazione e all’educazione. Il 2027 avrà inoltre un significato particolare per Barilla, che celebrerà i suoi 150 anni di storia: un’occasione per contribuire alla costruzione di iniziative capaci di generare valore per i giovani e per il territorio, con l’ambizione di lasciare un’eredità che possa proseguire anche nel medio e lungo periodo”, dichiara Andrea Belli, Public & Media Relations Italy and Charity and Community Director di Gruppo Barilla. Antonio Lunardini, direttore generale di Fondazione Cariparma afferma che “Fondazione Cariparma ha creduto fin da subito al percorso del Comune di Parma e, in particolare, dell’Assessorato alla Comunità Giovanile, che ha portato a questo titolo: il progetto, nelle sue evoluzioni, è stato premiato dai nostri bandi, perché ha saputo perfettamente intercettare il nostro agire filantropico. La nostra Fondazione è impegnata sulla riduzione delle disuguaglianze, l’accompagnamento del territorio nelle sue trasformazioni e il rafforzamento delle persone e delle istituzioni e proprio in quest’ottica ci poniamo come co-costruttori di azioni fortemente innovative, capaci di portare cambiamento. I giovani sono sempre stati un target molto importante per la nostra Fondazione, che negli ultimi anni approccia alle disuguaglianze in maniera assolutamente trasversale, quella stessa trasversalità che oggi riconosciamo ai contenuti che saranno trattati in questa sede insieme alle nuove generazioni. La nostra non vuole essere semplicemente una partnership di sostegno economico, ma di contenuto e proprio per questo porteremo la nostra testimonianza ed il lavoro del territorio parmense – sui temi dell’inclusione, della cura, della sostenibilità e dell’innovazione sociale – in diverse occasioni in programma, a partire dal primo appuntamento di anteprima del 29 settembre 2026”.
Secondo Maria Paola Chiesi, presidente del Gruppo Chiesi “i giovani sono una risorsa essenziale per costruire il futuro: portano idee, energia e la capacità di immaginare il cambiamento. Per questo è fondamentale creare contesti in cui possano essere ascoltati, coinvolti e messi nelle condizioni di contribuire concretamente alla crescita della comunità e delle organizzazioni che in esse operano. In questa logica, Parma European Youth Capital 2027 rappresenta un’opportunità straordinaria per la nostra città: come Gruppo Chiesi, abbiamo deciso di sostenere il progetto convinti che possa diventare un laboratorio di sperimentazione, partecipazione e innovazione capace di generare un impatto duraturo. La sfida sarà trasformare questa esperienza in una legacy condivisa: così Parma potrà diventare un modello anche per altre città italiane, dimostrando come investire nelle nuove generazioni significhi costruire comunità più aperte, inclusive e capaci di affrontare il futuro con fiducia”. E secondo Luca Natali, Direttore Regionale Parma – Emilia Est di Crédit Agricole Italia “Crédit Agricole Italia è lieta di affiancare il Comitato Parma European Youth Capital 2027 e tutti i soggetti coinvolti in un progetto che ha come punto di partenza i giovani, veri protagonisti del nostro futuro. Metteremo a loro disposizione ciò che sappiamo fare: educazione finanziaria, sostegno al diritto allo studio, formazione e orientamento, soluzioni finanziarie realizzate con il coinvolgimento di tutte le società del Crédit Agricole in Italia. E apriremo le porte del Village by CA Parma e del network internazionale dell’innovazione del Gruppo, affinché le idee possano trovare le migliori condizioni per crescere. Un impegno che si affianca a quello che portiamo avanti con il Comune per Parma Carbon Neutral 2030, nella convinzione che il domani si costruisce con e per le nuove generazioni”.
“La sostenibilità – afferma Giacomo Malmesi, consigliere di amministrazione di Iren – è soprattutto una sfida culturale. Per questo Iren è al fianco di Parma Capitale Europea dei Giovani 2027, un progetto a guida giovanile nel quale crediamo fortemente: rendere protagonisti i giovani significa riconoscere il loro ruolo nel presente e nella costruzione del futuro. EduIren, il settore educational del Gruppo, lavora ogni giorno proprio partendo da questo concetto, con l’obiettivo di diffondere conoscenza e consapevolezza sui temi ambientali. Durante l’anno di Parma Capitale Europea dei Giovani, arricchiremo questo percorso anche con gli Stati Generali dell’Educazione Ambientale, un momento di confronto e partecipazione che coinvolgerà giovani, scuole, istituzioni, imprese e società civile. Perché educare alla sostenibilità significa fornire alle persone gli strumenti per comprendere il cambiamento, partecipare e contribuire concretamente alla costruzione di un futuro in cui sia bello vivere”. “’Parma, io ci sto!’ ha creduto nel percorso verso Parma Capitale Europea dei Giovani fin dall’inizio, contribuendo ad attivarlo e a creare le condizioni perché attorno a questa idea si aggregassero giovani, istituzioni, competenze e risorse. È un risultato che sentiamo profondamente condiviso – dichiara Alessandro Chiesi, presidente dell’Associazione Parma io ci sto! – e che racconta bene il modo in cui la nostra Associazione prova a lavorare per la città e il suo territorio: accendere processi, costruire alleanze e investire su obiettivi che guardano oltre l’immediato. La sfida ora è mettere realmente i giovani nella condizione di essere protagonisti e rafforzare il dialogo tra generazioni. È una direzione in cui crediamo fortemente e che stiamo già sperimentando con JEnerational Mentoring, parte del palinsesto di Parma 2027: un percorso di confronto tra giovani e senior, pensato per favorire uno scambio reciproco di esperienze, competenze e punti di vista. Con l’obiettivo che questo spirito resti patrimonio del territorio anche oltre il 2027”. “Investire nelle nuove generazioni significa investire nella capacità di costruire il proprio futuro. Parma Capitale Europea dei Giovani 2027 offre l’opportunità di trasformare il confronto con i giovani in conoscenza, in strumenti e proposte a impatto positivo sulla società. Come Deloitte vogliamo contribuire a questo percorso mettendo a disposizione competenze, dati e prospettive nazionali e internazionali, nonché la nostra esperienza aziendale caratterizzata da un elevato numero di giovani collaboratori, con l’obiettivo di aiutare a creare condizioni in cui i giovani possano contribuire ai processi di trasformazione economica e sociale e allo sviluppo delle comunità”, dichiara Valeria Brambilla, Audit & Assurance Managing Partner, Deloitte Emea.















