(Adnkronos) –
Tra maggio e settembre del 2026 nelle pmi manifatturiere del Nord-Est si registrano oltre 8 mila nuove assunzioni, a fronte di circa 550 licenziamenti. E’ quanto emerge dal ‘Radar Manifattura’ di Confimi Industria, un nuovo appuntamento settimanale dedicato alle imprese manifatturiere private italiane che prende il via sabato 3 ottobre, e del quale Adnkronos ha potuto visionare in anteprima il focus relativo al Nord-Est del Paese.
Secondo il documento, a prevalere nelle aziende del Nord-Est sono le assunzioni full time, che rappresentano circa il 73% dei nuovi ingressi. Il ricambio generazionale emerge con particolare evidenza. Tra i nuovi assunti, gli under 35 rappresentano la componente più numerosa ovvero il 67,4% (28,1% donne, 39,3% uomini). Il dato restituisce quindi una fotografia nella quale, anche in una fase di rallentamento della domanda e di forte attenzione ai costi, ma anche di uso di cassa integrazione, le imprese manifatturiere continuano a consolidare gli organici e anticipino una diversa composizione del mercato del lavoro manifatturiero.
Ma qual’è l’obiettivo di Radar Manifattura? Secondo Confimi Industria si tratta di “uno strumento che nasce con l’ambizione di svolgere una funzione simile a quella di un centro studi, ma con uno sguardo preciso: raccontare la manifattura a partire da chi ogni giorno la fa, attraverso dati aggregati, rilevazioni sul campo e analisi della vitalità delle categorie produttive e dei distretti. Il Radar nasce anche per colmare un vuoto nel racconto economico italiano. Perché quando si parla di industria si parla spesso delle grandi imprese, delle multinazionali, delle società quotate o delle partecipate pubbliche. Ma c’è una parte enorme dell’economia produttiva italiana che resta molto meno visibile: quella delle pmi manifatturiere private”, spiegano da Confimi.
È questa la manifattura, spiegano dall’organizzazione di impresa, che Radar Confimi vuole osservare e raccontare. Le imprese che danno lavoro a circa 6 milioni di persone, che sono radicate nei territori, che tengono in piedi filiere e distretti, che esportano e che hanno contribuito a costruire nel mondo l’etichetta del Made in Italy.
“Ogni settimana vogliamo fotografare questa manifattura attraverso numeri e indicatori che raccontino la sua vitalità: occupazione, investimenti, ordini, fatturato, costi, accesso agli incentivi, difficoltà e prospettive dei diversi comparti”, spiega il presidente di Confimi Industria, Paolo Agnelli. “Vogliamo dare evidenza a ciò che accade nelle nostre imprese e nei nostri territori, perché dietro ogni dato ci sono aziende, lavoratori, filiere e competenze che rappresentano una parte fondamentale dell’economia italiana”, conclude.


















