Mauriello (Assocamerestero): “Agire su nuove frontiere internazionalizzazione”

“In questo momento, è essenziale focalizzare l’intervento pubblico e nello specifico delle Camere di commercio su tre linee di attività che potrei definire le nuove frontiere dell’internazionalizzazione. Primo: la necessità di sostenere le vendite all’estero non solo nelle filiere chiave del made in Italy, dall’alimentare alla meccanica, ma anche la componente dei servizi e dei settori ad alto valore tecnologico. La seconda linea passa da irrobustire le catene globali di valorie del manifatturiero. E poi c’è la necessità di investire nel digitale e nell’innovazione, sviluppando una rete internazionale a sostegno delle start up innovative. Queste sono tre linee di policy per il sistema della promotion pubblica del made in Italy”. Così, in un’intervista ad Adnkronos/Labtalia, Domenico Mauriello, segretario generale di Assocamestero, sulle azioni da mettere in campo per sostenere il percorso e lo sviluppo delle imprese italiane all’estero.  

“Quello delle Camere di commercio all’estero -ricorda Mauriello- è un grande network, presente in 58 Paesi con 81 camere di commercio. E’ un network molto particolare, istituzionale ma che al suo interno è promosso da imprenditori, professionisti e italiani all’estero che operano per altri imprenditori che vogliono avviare o ampliare propria presenza all’estero, aiutandoli nella ricerca delle migliori opportunità di business”, sottolinea. 

“Le nostre Camere -spiega Mauriello- sono parte integrante della business community all’estero. Possiamo andare a supporto rispetto alle azioni del governo e delle altre azioni degli soggetti della promotion pubblica”.  

Secondo Mauriello, “l’azione del sistema delle Camere di commercio è mirata a sostenere le piccole e medie imprese che devono immaginare un primo posizionamento all’estero in questo nuovo scenario ed essere accompagnati a rimodulare e riposizionare il loro operato nel nuovo contesto”.  

“Le parole d’ordine del nostro operare in questo momento -sottolinea Mauriello- sono essenzialmente quelle del passato riviste alla luce del nuovo scenario. La personalizzazione della nostra offerta di servizio, anche nel caso di servizi on line, che altrimenti finirebbero per essere indifferenziati agli occhi dei nostri imprenditori, un lavoro ancora più forte su canali comunicazione e contatti on line da parte delle imprese, e la definizione di nuovi format innovativi di servizio per combinare il digitale con forma di presenza diretta, de visu”, aggiunge ancora.  

“In questo contesto, le Camere di commercio italiane all’estero sono un grande asset strategico per l’Italia soprattutto ora che le piccole e medie imprese si trovano a rivedere le proprie strategie di presenza sull’estero per arricchire i propri prodotti e servizi per cogliere le opportunità della ripresa all’estero”, spiega Mauriello. 

Secondo il segretario generale di Assocamerestero “la pandemia ha segnato lo spartiacque sull’operatività delle nostre piccole e medie imprese sui mercati internazionali. Non va dimenticato che la pandemia, come la marea, ritirandosi, ritornando gradualmente alla normalità, riporta alla luce alcuni dei problemi di carattere strutturale, alcuni elementi di scenario che comunque gravavano sulla nostra proiezione internazionale, e non solo su quella dell’Italia. Sicuramente la crisi pandemica si è manifestata in un momento di forte indebolimento del processo di integrazione economica globale che appunto era in atto già dalla crisi del 2008”, spiega ancora Mauriello.  

“A mano a mano c’è stato un rallentamento della crescita dei volumi di scambio fino a registrare addirittura un’inversione negativa nel trend del commercio di beni già nel 2019. Tutto questo poi è stato dettato dall’insorgere del protezionismo soprattutto e comunque dal diffondersi di alcuni fattori di contesto quali tensioni internazionali, dazi, aumento del costo delle materie prime e della logistica”, spiega ancora.  

“A tutto questo è andato a innestarsi -continua Mauriello- la crisi pandemica alla quale comunque le nostre imprese stanno reagendo in maniera estremamente positiva perchè hanno compreso immediatamente la necessità di rivedere i propri modelli di business e di riorientare le proprie strategie tenuto conto anche dei macro trend che proprio la pandemia ritirandosi sta mettendo sotto i riflettori”. Macro trend che passano da “nuovi modelli di consumo e di spesa e dove il digitale la fa da padrone come anche l’attenzione dei consumatori all’estero alla sostenibilità che è molto forte”, conclude il segretario generale di Assocamerestero.  

(Adnkronos)